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(Jamma) – Il termine per comunicare i dati delle fatture emesse/ricevute relative al primo semestre 2017 è stato posticipato dal 16 al 28 settembre 2017 (comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 1° settembre 2017) ma nel settore dei giochi restano ancora tanti dubbi circa le modalità da seguire per una comunicazione corretta dei dati.


La distribuzione dei giochi è ancora una responsabilità dello Stato e la esercita attraverso i concessionari riconosciuti, che a loro volta si avvalgono di una filiera registrata in apposito Elenco, sono pertanto auspicabili maggiori chiarimenti sul tema da parte della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, amministrazione responsabile per il gioco pubblico.

In riferimento all’adempimento “Comunicazione dati fatture”, in scadenza il prossimo 28 settembre, ad esempio, diversi operatori manifestano dubbi sull’obbligo di comunicazione della quota parte spettante al terzo incaricato alla racconta.

Incassi VLT (apparecchi di cui al comma 6 lettera b art. 110 del T.U.L.P.S)
Il terzo incaricato della raccolta riceve una distinta di incassi con l’indicazione della quota parte di competenza di quest’ultimo (importo esente da IVA ex art. 10 comma 1 n. 6)
Incassi AWP (apparecchi di cui al comma 6 lettera a art. 110 del T.U.L.P.S)
Il terzo incaricato della raccolta riceve una distinta di incassi con l’indicazione della quota parte di competenza di quest’ultimo (importo esente da IVA ex art. 10 comma 1 n. 6)
Compenso sul volume di gioco spettante sulle scommesse raccolte
Al gestore viene rilasciato un estratto conto del volume di gioco del periodo e il compenso spettante al medesimo.

In tutti questi casi non viene emessa una fattura ma sulla base delle distinte/estratti conto gioco, i compensi vengono annotati nel registro dei corrispettivi.

Il nuovo adempimento pare differenziarsi rispetto al precedente “spesometro” in quanto in quest’ultimo non dovevano essere comunicate le operazioni di cui l’Agenzia era già a conoscenza in base ad altre comunicazioni.

In risposta ad una istanza presentata da AS.TRO nel 2013 l’Agenzia delle Entrate riconosceva che i dati dei compensi spettanti ai terzi incaricati della raccolta erano già disponibili in quanto i concessionari della rete telematica già comunicano all’Amminsitrazione finanziaria ex art 14 bis dpr 640/72 i rapporti economici con i terzi incaricati della raccolta.

Leggendo le istruzioni, non compare più il riferimento alle informazioni già in possesso dell’Agenzia (ad esempio vanno comunicate anche le operazioni intra UE con apposito codice), anche se poi con un comunicato stampa compare la possibilità di non comunicare le fatture che saranno inserite nella comunicazione “tessera-sanitaria” (per i medici).

L’altra differenza sta nel fatto che non vanno comunicati i corrispettivi, salvo il caso di fatture annotate nei corrispettivi ovvero di annotazione nei corrispettivi delle bollette in particolari settori come energia elettrica, lampade votive e altri casi l’operatore viene esentato dall’emissione della fattura (art. 10 c. 6 in base all’articolo 21 del dpr 633/72).

Il settore del gioco soffre già una percezione sociale negativa, lasciare gli operatori, specialmente le piccole aziende, nell’incertezza non è responsabile.

Sulle modalità di certificazione dei dati della raccolta dai giochi in passato le procedure sono state lasciate all’interpretazione del piccolo operatore o del consulente professionista che lo seguiva con il risultato delle tante anomalie contestate negli anni successivi durante le attività di controllo svolte dalla Agenzia delle Entrate.

Oggi la preoccupazione nel prendere la decisione se comunicare o meno i compensi del terzo incaricato alla raccolta merita chiarimenti e istruzioni precise.

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