Sconta l’Iva ordinaria la locazione o altro contratto che trasferisce il possesso o la disponibilità delle apparecchiature di gioco.

E’ quanto chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 146 del 3 marzo 2021 alla società istante, secondo cui, invece, l’attività di fornitura dei terminali da gioco, potrebbe rientrare nell’esenzione dall’imposta, ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 6) del decreto Iva.

La società ALFA avente sede legale in uno Stato UE e rappresentata fiscalmente in Italia da Gamma, società di diritto italiano -fornisce una vasta gamma di prodotti, tecnologie e servizi ad organizzazioni operanti nel settore della lotteria e delle scommesse regolamentate. In Italia, la società istante dovrà fornire a Beta, in qualità di aggiudicataria della concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per esercitare giochi numerici a totalizzatore nazionale, tutto quanto necessario in termini di dispositivi, componenti e software, affinché possa essere offerto il gioco agli utenti e siano raccolte le somme giocate. Tale strumentazione per esercitare giochi numerici a totalizzatore nazionale è costituita da terminali da utilizzare presso i singoli esercenti e dal relativo “firmware”,comprensivo di dispositivi periferici, drivers e dei sistemi operativi software necessaria far funzionare i terminali.

L’Agenzia spiega che l’articolo 1, comma 497, della legge n. 311/2004 prevede il regime di esenzione (articolo 10, primo comma, n. 6), del decreto Iva) esclusivamente per la raccolta delle giocate con gli apparecchi da intrattenimento. Anche la circolare n. 21/2005 ha chiarito, fra l’altro, che il regime di esenzione riservato alle attività di raccolta delle giocate, non si applica, in ogni caso, alla locazione o ai contratti che riguardano il trasferimento degli apparecchi da gioco.

“Al riguardo, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza del 10 giugno 2010, causa C-58/09, ha chiarito che “i termini con i quali sono state designate le esenzioni di cui all’art. 135, n. 1, della direttiva 2006/112, devono essere interpretati restrittivamente, dato che costituiscono deroghe al principio generale secondo cui l’IVA è riscossa per ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo […]. Inoltre, l’interpretazione dei termini di tale disposizione deve essere conforme agli obiettivi perseguiti dalle dette esenzioni e rispettare le prescrizioni derivanti dal principio di neutralità fiscale relativo al sistema comune di IVA […]. Per quanto riguarda, nello specifico, le scommesse, le lotterie e gli altrigiochi d’azzardo, occorre rilevare che l’esenzione di cui essi godono è motivata da considerazioni di ordine pratico, in quanto le operazioni di gioco d’azzardo mal si prestano all’applicazione dell’IVA, e non, come nel caso relativo a determinate prestazioni di servizi d’interesse generale in ambito sociale, dalla volontà di garantire a tali attività un trattamento più favorevole in materia di IVA […]”.

La disciplina nazionale in materia di esenzione IVA per le scommesse, le lotterie e gli altri giochi è recata dall’art. 10, comma 1, nn. 6), 7) e 9), del Decreto IVA (“Sonoesenti dall’imposta: […] 6) le operazioni relative all’esercizio del lotto, delle lotterie nazionali, dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici riservati allo Stato e agli enti indicati nel D.Lgs. 14 aprile 1948, n. 496, ratificato con L. 22 aprile 1953, n. 342, esuccessive modificazioni, nonché quelle relative all’esercizio dei totalizzatori e delle scommesse di cui al regolamento approvato con decreto del Ministro per l’agricoltura e per le foreste 16 novembre 1955, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 26novembre 1955, e alla L. 24 marzo 1942, n. 315, e successive modificazioni, ivicomprese le operazioni relative alla raccolta delle giocate; 7) le operazioni relative all’esercizio delle scommesse in occasione di gare, corse, giochi, concorsi e competizioni di ogni genere, diverse da quelle indicate al numero precedente, nonché quelle relative all’esercizio del gioco nelle case da gioco autorizzate e alle operazioni di sorte locali autorizzate; […] 9) le prestazioni di mandato, mediazione e intermediazione relative alle operazioni di cui ai nn. da 1) a 7) […]”). In base all’art. 1, comma 497, della legge n. 311 del 2004, il regime di esenzione di cui all’art. 10, primo comma, n. 6), del Decreto IVA si applica alla raccolta delle giocate con gli apparecchi da intrattenimento di cui all’art. 110, comma 6, lett. a) [cc.dd. AWP] e b) [cc.dd. VLT], del TULP, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n.773, e successive modificazioni, “anche relativamente ai rapporti tra i concessionari della rete per la gestione telematica ed i terzi incaricati della raccolta stessa”. La circolare n. 21/E del 13 maggio 2005, relativamente ai rapporti tra concessionario e terzi incaricati della raccolta delle giocate con gli apparecchi di cui all’art. 10, comma 6, del TULP, ha specificato, fra l’altro, che il regime di esenzione riservato alle attività di raccolta delle giocate con i predetti apparecchi, non si applica, in ogni caso, alla locazione o ad altro contratto che trasferisce il possesso o la disponibilità degli apparecchi stessi (cfr. paragrafo 7.3). Al riguardo, si è dell’avviso che i chiarimenti forniti con la citata circolare n.21/E del 2005 debbano, in via generale, ritenersi validi anche per l’esercizio dei giochi numerici a totalizzatore nazionale tramite i terminali di gioco forniti dalla società istante e per i rapporti tra detta società e il concessionario Beta. Pertanto, anche nel caso dell’esercizio del gioco con i terminali di cui trattasi, trova applicazione il principio, sopra richiamato, secondo cui l’esenzione non si applica, in ogni caso, alla locazione o ad altro contratto che trasferisce il possesso o la disponibilità delle apparecchiature di gioco. Si ritiene, pertanto, che la fornitura dei terminali di gioco da parte della società istante debba essere, quindi, regolarmente assoggettata ad IVA con applicazione dell’aliquota nella misura ordinaria. Peraltro, in senso contrario non assumono rilevanza significativa i chiarimentiresi dall’ADM nella nota n. …del ….., richiamata dalla società istante, in quanto gli stessi vanno contestualizzati e rapportati alla fattispecie oggetto di approfondimento da parte dell’amministrazione specificamente competente in materia di giochi. In particolare, l’ADM, con la citata nota prot. …..del ….., nel fornire il parere tecnico di competenza in merito all’inquadramento di un caso oggetto di interpello, riguardante non già la cessione di terminali di gioco e loro componenti (come nel caso in esame), bensì le prestazioni di servizi rese dal fornitore al concessionario, facendo riferimento al “concetto di raccolta delle giocate […] in senso stretto”, ha affermato che”normalmente, le prestazioni rese dal fornitore sono necessarie e indispensabili per effettuare la raccolta delle giocate tramite gli apparecchi VLT”. In altri termini, è il caso di evidenziare che l’orientamento espresso dall’ADM nella citata nota riguarda esclusivamente le prestazioni di servizi rese dal fornitore nei confronti del concessionario e non anche la fornitura e/o la messa a disposizione di beni relativi al sistema di gioco che, come chiarito, resta imponibile ad IVA secondo le regole ordinarie. Tenuto conto del regime di imponibilità ad IVA al quale, nei termini anzidetti, è soggetta la fornitura dei terminali di gioco da parte della società istante, si fa presente,per completezza di trattazione, che, per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto massolta all’atto dell’importazione in Italia dei predetti terminali di gioco, trovano applicazione le regole ordinarie che disciplinano il diritto alla detrazione dell’imposta di cui agli artt. 19 e seguenti del Decreto IVA e, in particolare, il principio di carattere generale, in base al quale l’imposta è detraibile se relativa ad acquisti/importazioni di beni e di servizi utilizzati per effettuare operazioni imponibili (o equiparate). Ad ogni buon conto, si segnala che la disposizione di cui all’art. 19, comma 3,lett. e-bis) del Decreto IVA, alla quale sembrerebbe riferirsi la società istante, è stataabrogata a decorrere dal 1 gennaio 2007, dall’art. 1, comma 35, della legge 27dicembre 2006, n. 296″.