Il Tar Lazio ha accolto – tramite sentenza – il ricorso presentato da una società contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Monopoli di Stato – Amministrazione Autonoma ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per l’annullamento del provvedimento dell’Ufficio dei Monopoli per la Campania – sede di Napoli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 31992 del 31 marzo 2017, con cui è stata rigettata la sua richiesta di apertura di un nuovo punto di raccolta del gioco del lotto presso la sua rivendita speciale di tabacchi n. 17; dei decreti direttoriali del 30 giugno 1998 e del 29 marzo 2006, recanti la “normativa” in materia di istituzione di nuovi punti di raccolta del gioco del lotto (prot. n. 2006/8724/giochi/LTT), nella parte in cui non prevedono la possibilità di istituzione di punti di raccolta del lotto presso stazioni di servizio ubicate su strade comunali.

“Con provvedimento n. 31992 del 31 marzo 2017, tale Amministrazione ha rigettato la suddetta istanza presentata dalla ricorrente, sul rilievo che, con decreti direttoriali del 30 giugno 1998 e del 29 marzo 2006, si era prevista l’istituzione di nuovi punti di raccolta gioco del lotto presso rivendite speciali permanenti site in stazioni di servizio solo se situate in autostrade tangenziali, strade statali, strade provinciali e raccordi autostradali, mentre era comunale la via sulla quale ricadeva la stazione di servizio di cui era titolare la richiedente.

Il ricorso deve essere accolto. Deve considerarsi che la Sezione si è pronunciata su identiche questioni, accogliendo i relativi ricorsi, da ultimo con le sentenze nn. 2099 e 3905 del 2018 (entrambe richiamano la sentenza, sempre della sezione, n. 14460 del 2015), dalle quali non vi è ragione per discostarsi. Si rinvia alle suindicate sentenze, quanto alla motivazione alla base della presente decisione. Per quanto concerne le spese di giudizio, in ragione della peculiarità della questione esaminata, si ravvisano i presupposti per compensarle integralmente tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato e ordina all’intimata Agenzia delle Dogane di assumere le conseguenti determinazioni; compensa integralmente tra le parti le spese di giudizio”.