tribunale

Associazione sportiva o palestra privata non sono considerati luoghi sensibili ai fini dell’applicazione del distanziometro per punti gioco e punti scommesse. Lo ha precisato il Tar Puglia accogliendoil ricorso del titolare di un punto di gioco legale al quale il Comune di Lecce aveva intimato la chiusura del centro scommesse.

Per i giudici “la citata norma regionale (nel prevedere che l’autorizzazione all’esercizio delle sale da gioco e all’installazione di apparecchi da gioco – lecito – “non viene concessa nel caso di ubicazioni in un raggio non inferiore a cinquecento metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e, inoltre, strutture ricettive per categorie protette”), appare riferirsi – con carattere di tassatività – a luoghi (tendenzialmente) aperti al pubblico o in cui vengono svolti servizi (“lato sensu”) pubblici o, comunque, attività di primario rilievo pubblicistico;

– non sembra, quindi, che il menzionato art. 7, comma 2 della Legge Regionale n. 43/2013 (norma di divieto e, quindi, di stretta interpretazione) includa nel novero dei cc.dd. “luoghi sensibili” anche le associazioni private (sia pure svolgenti attività rivolte a fasce di età giovanile);

– inoltre, considerato pure che il fenomeno della libera aggregazione privata è estremamente diffuso e capillare (nei più disparati settori), nonché a carattere contingente e “variabile” nell’organizzazione e nelle finalità (si pensi alle possibili modifiche statutarie, non soggette al controllo della P.A.), l’opposta interpretazione, rendendo oltremodo gravoso ed eccessivamente ampio il divieto in questione, potrebbe portare ad esiti “paralizzanti” dell’attività economica de qua, come quella svolta dalla ricorrente(comunque, lecita), con i conseguenti possibili profili di incostituzionalità della disposizione regionale medesima;

– nella fattispecie concreta in esame, il “Centro di danza” gestito dall’Associazione Sportiva Dilettantistica controinteressata, essendo assimilabile ad una palestra privata o, comunque, ad una struttura privata che offre attività sportive accessibili ai soli associati, non sembra rientrare tra i cc.dd. “siti sensibili” di cui all’art. 7, comma 2 della Legge Regionale n. 43/2013″.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Terza ha quindi accolto   l’istanza cautelare e per l’effetto, sospeso l’efficacia degli atti impugnati. fissata per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 2 ottobre 2019.

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