Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Sassari in cui si chiedeva la riforma della sentenza del Tar Sardegna concernente l’impugnativa dell’ordinanza del Sindaco di Sassari n. 19 del 28 aprile 2017 nonché di ogni altro atto presupposto, collegato, inerente, conseguente o comunque derivato, ancorché incognito. Salvi i danni in separato giudizio” ed altresì, a seguito della proposizione di ricorso per motivi aggiunti, dell’ordinanza del Sindaco di Sassari n. 32 emessa in data luglio 2017 avente ad oggetto “ la modifica alla Ordinanza Sindacale n° 19 del 28.04.2017 di ogni altro atto presupposto, collegato, inerente, conseguente o comunque derivato, ancorché incognito.

Per il Consiglio di Stato “Ritenuto, ad una sommaria delibazione, che l’invocata misura della sospensione cautelare dell’esecutività della sentenza appellata non appare assistita da sufficienti elementi di fumus boni iuris, essendo le ordinanze sindacali impugnate in primo grado legittima espressione del potere di regolazione degli orari degli esercizi commerciali (di cui all’art. 50, comma 7, del t.u.e.l.), compatibile con la speciale disciplina degli apparecchi automatici per il gioco d’azzardo, e con il loro funzionamento tecnico, presupponente il collegamento con la rete telematica nazionale; ritenuto altresì che la censura concernente il sistema sanzionatorio appare, allo stato, sprovvista di interesse, e dunque, a maggiore ragione, priva del requisito del pregiudizio grave ed irreparabile;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta). Respinge l’istanza cautelare. Condanna l’appellante alla rifusione, in favore dell’Amministrazione comunale, delle spese della presente fase cautelare, liquidate in euro mille/00 (1.000,00)”.