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(Jamma) – “La ‘scommessa’ è un contratto aleatorio concluso tra due soggetti in forza del quale lo scommettitore paga, punta un certa somma sul risultato di un determinato evento, non ancora disputato, quindi, incerto, e l’agenzia di scommesse (bookmaker) si impegna a restituirgli tale somma, maggiorata di una percentuale previamente indicata, nel caso in cui disputato l’evento il risultato corrisponda a quello su cui ha scommesso il primo”.
Questa la definizione di scommessa per il Giudice dott. Aldo De Luca che al Tribunale di Benevento, seconda sezione civile, che ha pronunciato sentenza in favore di un concessionario di scommesse, difeso dall’avvocato Cino Benelli.

“Ciò che caratterizza tale contratto è l’alea ovvero l’incertezza del risultato, atteso che nel momento in cui il contratto è concluso né lo scommettitore, né l’agenzia di scommesse sono a conoscenza del risultato dell’evento, ad esempio sportivo, su cui viene effettuata la scommessa, in quanto non ancora disputato.

Nella fattispecie in esame il ricorrente ha effettuato, vincendole, ben quattro scommesse tra le ore 1.46 e 2.05 a.m. del giorno 10/12/2015 su incontri della 22° giornata del campionato di calcio di Costarica (Campeonato Invierno Banco Popular 2015) del 9/12/2015.

Parte resistente ha documentato che tali incontri sono iniziati alle ore 3 p.m. del giorno 9/12/2015 corrispondenti alle ore 23 in Italia e, trattandosi di partite di calcio, si sono concluse dopo circa 90 minuti. Tenendo conto anche dell’intervallo – notoriamente fissato in 15 minuti – di eventuali recuperi e di due tempi supplementari (notoriamente della durata di 15 minuti ciascuno) le partite di calcio non si sono di certo protratte oltre le ore 1.30 a.m. del 10/12/2015, fuso orario italiano.

Se così è, nel momento in cui il ricorrente ha effettuato le scommesse, tra le ore 1.46 e 2.05 a.m. del giorno 10/12/2015, fuso orario italiano, gli incontri di calcio su cui ha scommesso erano stati già disputati ed i relativi risultati erano già noti e facilmente reperibili tramite Internet, di modo che non vi era alcun profilo di alea o rischio, elemento casuale del contratto di scommessa.

Se così è, sussiste la nullità dei contratti di scommessa oggetto di giudizio per difetto dell’elemento causale – nullità eccepita dalla parte resistente – atteso che essi hanno avuto oggetto eventi già disputati nel momento in cui le scommesse sono state effettuate, dunque, in assenza di alcun profilo di rischio od incertezza.
Pertanto, è dichiarata

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