Il Tar Lazio ha accolto – tramite sentenza – il ricorso presentato contro Adm in cui si chiedeva l’annullamento della nota con la quale l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ufficio dei Monopoli per la Puglia, la Basilicata e il Molise, ha comminato al sig. (…), quale titolare della rivendita di generi di monopolio (…) e della concessione di ricevitoria del lotto (…), la pena pecuniaria disciplinare di cui all’art. 35 della legge n. 1293/1957.

Si legge: “1. Il ricorrente (…) ha esposto: 1) di aver ricevuto la nota prot. 379/R del 6.9.2017 con la quale l’Agenzia resistente gli ha contestato la mancata effettuazione dei prelievi obbligatori dei biglietti della Lotteria Nazionale “Premio Louis Braille 2017”, in violazione dell’art. 15 del Capitolato Generale d’Appalto delle rivendite di generi di monopolio; 2) di avere inoltrato le deduzioni difensive con le quali ha evidenziato come il mancato prelievo dei biglietti della lotteria in questione fosse dipeso da un disguido legato al sistema di effettuazione automatizzato degli ordini degli articoli da ricevitoria; 3) di avere, ciononostante, ricevuto la nota prot. 267/RBA del 19.12.2017 con la quale è stato concluso il procedimento confermando l’applicazione della sanzione disciplinare di cui all’art. 3 della legge n. 1293/1957, quantificata nella misura di € 100.

1.2. Il ricorrente, premesso di avere effettuato il pagamento della penale irrogatagli senza però intendere prestare acquiescenza, ne ha dedotto l’illegittimità:

1) per violazione degli artt. 2, 3, 41 e 97 Cost, dell’art. 35 della legge n.1293/1957, in combinato disposto con gli artt. 1175 e 1375 c.c., nonché per eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto, per difetto d’istruttoria, di motivazione, di proporzionalità dell’azione amministrativa.

Secondo la prospettazione di parte ricorrente, l’amministrazione resistente non avrebbe fatto buon uso della discrezionalità attribuitale dall’art. 35 citato e avrebbe erroneamente ritenuto l’irrogazione della penale una conseguenza automatica e obbligata di qualsiasi violazione della disciplina legale o convenzionale integrante il rapporto concessorio. Nel caso di specie il ricorrente, che non avrebbe mai nel corso della gestione della propria ricevitoria commesso alcuna mancanza nell’effettuazione di un ordine di biglietti delle lotterie nazionali, è incorso nella violazione contestatagli a causa del sistema di ordini telematici dei materiali della ricevitoria e, segnatamente, dal mancato inserimento automatico da parte del portale del relativo ordine nel “carrello”, di cui l’operatore non si sarebbe avveduto per tempo. Né rileverebbe a tal fine l’irrogazione della penale disciplinare in forma ridotta, in quanto permarrebbe la lesione derivante dall’addebito dell’inadempimento;

2) per violazione dell’art. 81 del D.P.R. n.1074/1958, per illegittimità derivata dell’art.15 del capitolato d’oneri per l’appalto di generi di monopolio, per eccesso di potere per travisamento dei presupposti in diritto e per difetto di motivazione.

Ad avviso del ricorrente l’irrogazione della penale disciplinare impugnata sarebbe una misura sproporzionata e illegittima perché fatta discendere da un preteso obbligo di “prelievo” di una quantità minima delle lotterie da parte della ricevitoria inattuale o, comunque, inesigibile.

2. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si è costituita in giudizio con memoria di stile depositando la documentazione relativa alla sanzione irrogata e concludendo per la reiezione del gravame.

(…)

5. Il ricorso è fondato e va accolto per le seguenti ragioni.

6. Con il provvedimento impugnato l’Amministrazione resistente ha preso atto della segnalazione di mancata effettuazione da parte del ricorrente “di alcun prelievo di biglietti della Lotteria Premio Louis Braille 2017, contrariamente a quanto stabilito dall’art. 15 del Capitolato d’oneri per appalto delle rivendite generi di Monopolio e dall’art. 81 del D.P.R. n. 1074/1958”, ha ritenuto inidonee a giustificare l’accaduto le argomentazioni addotte dal ricorrente sia per iscritto che durante l’audizione ed ha, quindi, irrogato la pena pecuniaria disciplinare di euro 100, atteso che il sig. (…) è venuto meno all’obbligo di cui all’art. 15 del Capitolato, denotando in tal modo un comportamento negligente.

6.1. L’art. 35 della legge n. 1293/1957, rubricato “pene pecuniarie disciplinari”, prevede che l’amministrazione può infliggere una pena pecuniaria disciplinare per qualsiasi irregolarità di gestione, ivi comprese quelle previste nel precedente articolo, cioè l’art.34 dedicato alla revoca, che non siano ritenute di natura e gravità tali da comportare la disdetta e la revoca della gestione.

L’amministrazione esercita, quindi, una discrezionalità in considerazione della circostanza che la vendita dei generi di monopolio è accompagnata da un regime improntato a una particolare severità, in quanto il concessionario è investito di specifiche responsabilità, così che ogni fatto costituente violazione del dovere di fedeltà commerciale può legittimamente dare luogo, una volta accertata l’esistenza dei presupposti di fatto e di diritto, alla irrogazione di una serie di sanzioni disciplinari, ivi compresa quella massima costituita dalla revoca della licenza di rivendita dei generi di monopolio (cfr. Consiglio di Stato IV, 16.9.2011, n. 5224).

7. Dalla lettura del provvedimento, nonché della relazione dell’Amministrazione resistente, depositata dalla difesa erariale, emerge che l’Ufficio, una volta accertata la mancata effettuazione “di alcun prelievo di biglietti della Lotteria Premio Louis Braille 2017”, l’ha ritenuta un’inosservanza di un obbligo previsto contrattualmente ed ha, quindi, provveduto all’irrogazione della pena pecuniaria disciplinare, a nulla valendo la pregressa condotta corretta del concessionario per oltre un ventennio, né le giustificazioni addotte.

7.1. E’ allora fondata e meritevole di accoglimento la censura con la quale parte ricorrente lamenta l’illegittimità del provvedimento gravato in quanto l’amministrazione procedente, nonostante in forza del combinato disposto degli artt. 34 e 35 della legge n. 1293/ 1957 sia titolare di un potere discrezionale circa l’irrogazione delle pene disciplinari e la loro graduazione, nel caso di specie non appare aver fatto buon uso dello stesso, avendo fatto discendere l’irrogazione della pena pecuniaria dalla sola segnalazione, senza apparentemente tenere conto dell’entità della mancata effettuazione, delle ragioni giustificatrici addotte dal ricorrente e della sua pregressa condotta, riferita ad un cospicuo arco temporale.

7.2. L’art. 15, comma 1 lett. b), del Capitolato stabilisce che “il rivenditore ha l’obbligo di tenere costantemente rifornita la rivendita in quantità adeguata alle esigenze di consumo del proprio mercato di riferimento[…] b) dei biglietti delle lotterie nazionali ad estrazione differita fino ad un massimo di due lotterie per ciascun anno”, mentre l’art. 81 del D.P.R. n.1074/1958 dispone che “è obbligo dei rivenditori di mantenere una adeguata mostra dei generi di monopolio sia nell’interno della rivendita sia nelle vetrine esterne, quando il locale ne sia provvisto”.

Tanto premesso, nel caso di specie l’amministrazione procedente non ha spiegato né le ragioni per le quali la mancata effettuazione da parte del ricorrente “di alcun prelievo di biglietti della Lotteria Premio Louis Braille 2017” integri un’inosservanza delle su citate disposizioni (art. 15 del Capitolato e art. 81 del D.P.R. n. 1074/1958), le quali ad una prima lettura non sembrerebbero porre un obbligo di prelievo minimo ed obbligatorio dei biglietti della lotteria, né perché tale violazione sia talmente grave da meritare l’irrogazione della sanzione, nonostante l’assenza di intenzionalità nell’omissione, avendo il sig. (…) rappresentato in sede procedimentale le problematiche connesse al nuovo sistema di ordini telematici approntato da Lotterie Nazionali s.r.l..

7.3. Il predetto obbligo motivazionale, oltre ad essere la conseguenza diretta dell’esercizio di un potere discrezionale, nel caso di specie appare vieppiù rafforzato sia dalle giustificazioni addotte dal ricorrente – connesse ad un nuovo sistema telematico di ordini che aveva sostituito quello telefonico -, sia dalla condotta irreprensibile del ricevitore, tenuta in oltre un ventennio di gestione della concessione.

Infine, ad avviso del Collegio, pur volendo considerare sussistente il presupposto per l’irrogazione della pena pecuniaria rappresentato dall’inadempimento all’obbligo convenzionale, l’amministrazione avrebbe dovuto dimostrare anche l’esistenza di una condotta del concessionario volutamente o negligentemente preordinata a non gestire correttamente la rivendita, dimostrazione che è stata del tutto pretermessa nel provvedimento gravato.

8. Per tali ragioni il ricorso è meritevole di accoglimento con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.

9.Sussistono nondimeno giusti motivi, in considerazione della peculiarità fattuale della fattispecie esaminata, per compensare tra le parti le spese di lite”.