Il problema del gioco d’azzardo patologico non si risolve con le distanze minime. Lo ha detto il professor Emilio Sacchetti, ex presidente della Società Italiana di Psichiatria

“Eliminare del tutto l’azzardo non è possibile: tutto potrebbe essere legato a una scommessa. Tutto va controllato, non basta allontanare le sale giochi dai luoghi sensibili. E se si eliminasse il gioco legale si diffonderebbe quello illegale”, ha detto nel corso di un convegno il prof. Emilio Sacchetti,  già presidente della Società Italiana di Psichiatria e professore a Brescia e oggi presidente di AISDCO.

“Il gioco, a piccole dosi, non solo non è dannoso ma può essere un buon passatempo. Molte persone hanno giocato almeno una volta nella vita, bisogna stare attenti a non oltrepassare il limite”. Un giocatore “diventa patologico – ha detto ancora Sacchetti – quando ci sono sentimenti di stress forte che portano il paziente a cercare sempre nuove fonti di gioco”.