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(Jamma) “Nell’operazione Babylonia, in tema di gioco d’azzardo, abbiamo riscontrato schemi criminali mutuati da luoghi a maggiore densità mafiosa come la Campania, dove sono state attuate le prime metodologie pe trarre profitto dalle slot attraverso la manomissione dei software. I proventi illeciti sono stati reinvestiti non solo nel sistema delle slot, ma anche in altri settori più appetibili sul fronte del riciclaggio come tabaccherie e sale ristorazione. Altre attività investigative hanno confermato come il territorio periferico della Capitale sia stato preso d’assato dalla criminalità con numerosi apparecchi illegali in bar ed esercizi commerciali. Questa mattina abbiamo posto sequestro diversi locali con stanze nascoste nelle quali vi era tutta una serie di apparecchi scollegati. Sono in corso approfondimenti, i metodi si sono evoluti a tal punto che anche le slot collegate alla rete dei Monopoli di Stato non garantiscono il PREU”.

Sono i nuovi dettagli dell‘Operazione Babylonia emersi questa mattina nel corso della conferenza stampa dei Carabinieri, alla quale hanno preso parte sia il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, che il Procuratore aggiunto Michele Prestipino, che ha poratto al sequestro record di beni e aziende, tra cui sale slot, per 280 milioni di euro solamente nella Capitale. Nelle province di Roma, Napoli, Milano e Pescara, i carabinieri del comando provinciale di Roma, nel corso di una operazione condotta anche con la partecipazione dei finanzieri del Nucleo polizia tributaria, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Dda, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, l’usura, il riciclaggio, l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e il fraudolento trasferimento di beni o valori.

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