(Jamma) Ce lo ricordavamo, meno di sei mesi fa, in Consiglio Regionale della Toscana come testimonial della campagna contro il gioco d’azzardo (legale), mentre oggi, in TV, lo ritroviamo strafatto di cannabis. Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, non ha mai distegnato di apparire come il moralizzatore contro i rischi del gioco ma, a quanto pare, le sue convinzioni sono un pò cambiate. E in pochissimo tempo.

Convinto da Le Iene, il cantante toscano è volato in California per provare la cannabis, e poi commentare l’esperienza su Facebook. Doveva testimoniare l’operazione di legalizzazione delle droghe leggere in California (legge votata dal popolo che ha dato il via libera alla vendita di marijuana a scopo ricreativo), e in questo contesto non ha mancato di manifestare la sua posizione contro il proibizionismo. Alla prima ‘boccata’ un effetto dirompente. Giramenti di testa, vomito e addirittura visioni, senso di scissione del corpo dalla mente: questi gli effetti provati da Pupo. Le Iene nella testimonianza chiedono al cantante se le sensazioni siano state simili a qualche ubriacatura di gioventù, ma sicuramente Pupo è convinto nel riferire di aver provato qualcosa forse di più simile a un’anestesia. Senza mancare di ricordare quanto l’esperienza, almeno all’inizio, fosse davvero straordinaria. Alla fine possiamo dire che non ne esce troppo bene. Tanto che la madre, pare, gli ha tolto perfino la parola. Reazione diversa, invece, da parte del nipote che ha reagito con entusiasmo nel vedere il nonno alle prese con la cannabis. “Mia mamma da ieri non mi parla più, dice che ha perso un figlio. Sono servizi forti per una donna di 85 anni. Però mio nipote mi ha scritto: ‘Nonno, sei un mito!'”, spiega Pupo che, nel rispondere alle domande degli utenti su Facebook, invita tutti ad agire sempre con moderazione ricordando i suoi eccessi “nel sesso e soprattutto nel gioco d’azzardo”. “Non avevo mai fumato, neanche una sigaretta, e non lo farò più, ma sono contento di averlo fatto”. Pupo, poi, si è detto favorevole alla legalizzazione della marijuana

Un uomo un pò diverso da quello che solo sei mesi, dalla sede del Consiglio Regionale della Toscana, spiegava: “Da quando sono tornato dall’inferno cerco di fare da testimonial quando posso. Mi è capitato di andare a casa della gente che mi ha implorato di parlare coi figli: spesso le famiglie non hanno i mezzi culturali e neppure dallo Stato, sono distrutte, non sanno neanche come fare”. Enzo Ghinazzi, Pupo, invoca “un lavoro certosino, casa per casa: bisogna dire a questi ragazzi come stanno le cose, serve una comunicazione corretta”, in un contesto in cui il gioco d’azzardo è accessibile a tutti, ovunque, in una qualunque sala giochi della periferia di Firenze. “Bisogna dire a questi giovani che non esiste un mestiere al mondo che possa darti denaro e successo senza dolore, sacrificio, dedizione completa. Il gioco è una scorciatoria che molti credono sia giusta”. “So quanto è drammatica la dipendenza, ma so anche quanto è sbagliato l’atteggiamento di chi crede di poter sconfiggere una macchina creata scientificamente per fotterti”, dice ancora. “E’ importante che piano piano si riesca a invertire la rotta, e lavorare sulle persone che ci chiedono aiuto, perchè sono molto sole. Il giocatore d’azzardo – aggiunge Pupo – soprattutto quello che si chiude in una sala slot, o davanti al computer, è un ragazzo solo, pieno di problemi, bruciato nei sentimenti e nel suo futuro. Facciamo vedere che siamo convinti, facciamo sentire a questi giocatori che non sono soli. Diamo loro amore”. Pupo, che non ti venga l’idea di dargli quello che ti sei fumato in California! Ma soprattutto, viene da chiedersi, cosa dicono tutti i paladini della guerra al gioco che sui social lanciano campagne contro i testimonial delle pubblicità al gioco legale? Tutto normale per Ghinazzi? Come giudicate il suo messaggio ai giovani? Caro Pupo, carissimi no-slot e amministratori della Regione Toscana, stavolta, come si dice, l’avete fatta fuori…

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