carabinieri
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Dai Comuni crotonesi di Cirò Marina, Cariati, Torretta di Crucoli, Strongoli e Casabona avevano espanso il proprio impero fino al Nord Italia e alla Germania, infiltrandosi praticamente in ogni settore: all’alba di martedì 9 gennaio i carabinieri del Ros di Crotone e del Noe di Catanzaro, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo calabrese, hanno concluso un’immensa operazione denominata “Stige” che ha portato all’arresto di 169 persone, tra i quali esponenti della cosca Farao-Marincola e del clan Giglio e di diversi amministratori locali.

In manette sono finiti anche un presidente di Provincia, tre sindaci e molti altri esponenti dei rispettivi consigli comunali. Tredici gli arresti che gli uomini del Raggruppamento operativo speciale hanno eseguito in Germania, nelle zone dell’Assia e di Stoccarda dove, grazie a una cellula distaccata delle famiglie calabresi, la cosca Farao-Marincola si era imposta nel settore della distribuzione dei prodotti vinicoli e di semilavorati per pizze.

Le accuse sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, favoreggiamento, turbativa d’asta e corruzione elettorale.

Al centro dell’inchiesta le attività criminali della cosca Farao-Marincola: si parla di infiltrazioni in ogni settore dell’economia, dal commercio di prodotti gastronomici, alla raccolta dei rifiuti, dalle agenzie di slot-machine a quelle per la distribuzione di bevande, dai servizi funebri agli appalti pubblici, fino alla gestione dei servizi per l’accoglienza dei migranti. Circostanze che hanno consentito al clan di strutturarsi come una vera a propria “holding criminale”, capace di imporsi non solo in Calabria ma anche nel Lazio, in Emilia Romagna, in Veneto, in Lombardia e in Germania, storico territorio di emigrazione. Sequestrati beni per 50 milioni di euro: si tratta di patrimoni, viene sottolineato dagli investigatori, accumulati illecitamente nel corso degli anni.

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