“L’essere umano ha diritto di giocare. Il gioco diventa patologia quando interferisce con il resto della vita. Non tutti possiamo diventare ludopatici, esiste un profilo ben preciso. Il gioco non c’entra nulla, diventa un oggetto come altri. Non è il gioco in se che crea dipendenza. Per prevenire il gioco patologico bisogna educare i genitori. Abbiamo pensato di creare nelle sale da gioco delle figure educative che aiutino i giocatori patologici, coinvolgendo ad esempio anche persone che sono uscite dalla ludopatia. Pensare che spostando le sale da gioco e chiudendole in determinati orari si possa risolvere il problema della ludopatia è un errore concettuale e culturale pericolosissimo. Intorno al giocatore patologico si deve crere una rete che possa aiutarlo in tutti gli ambiti, e in questa rete ci devono essere anche gli operatori del settore”.

Lo ha detto Sarah Viola (nella foto), medico psichiatra, durante la tappa napoletana del tour “Lottomatica Talks – Gioco pubblico, responsabilità e tutela dei consumatori“.

Articolo precedente60 anni di Sapar, l’intervento di Geronimo Cardia (presidente Acadi)
Articolo successivoLottomatica Talks-Napoli, Saracchi (ADM): “Gioco online, stiamo lavorando a un approccio più sistemico”