“L’effetto espulsivo del gioco legale aiuta le mafie ed è contro l’art. 3 della Costituzione, legge del 1948, il gioco è riserva di Stato”. E’ quanto dichiarato dall’Avv. Prof. Ranieri Razzante – Presidente AIRA – Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, nell’ambito del workshop itinerante tenuto da Codere a Bologna dal titolo “In nome della legalità 2.0”.

“L’operazione condotta mercoledì scorso in relazione al gioco online è importante e meritoria perchè i nostri investigatori sono riusciti nell’impresa difficilissima di ricostruzione di giocate che avvengono in territorio neutro, su piattaforme che occorre specificare non sono legali in Italia, in quanto non fanno capo a nessuna concessione rilasciata dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato – ha aggiunto Razzante -. Le regole contro il riciclaggio assegnano obblighi specifici ai concessionari di gioco pubblico, e sono state messe in campo celermente e in modo efficace dai concessionari italiani, ma lo stesso non si riscontra negli altri Stati europei, in particolare quelli dove risultano insediate piattaforme di gioco specifiche, che così diventano quindi difficilmente controllabili dalle nostre autorità. Come centro di ricerca AIRA abbiamo più volte evidenziato il pericolo delle infiltrazioni, soprattutto nel settore del gaming online, i cui server sono allocati in altri Paesi della comunità europea. Esso presenta di per sè, e a prescindere da chi lo gestisce, la peculiarità che rende ghiotte le associazioni criminali che vogliono riciclare denaro sporco: la quasi anonimità dei giocatori, delle puntate e delle vincite”.

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