I dati del 2018 confermano l’aumento graduale dei pazienti in carico negli ambulatori della provincia di Treviso. Se osserviamo i dati delle ultime tre annualità vediamo che nel 2016 i soggetti trattati nella Marca trevigiana sono stati 317, nel 2017, invece, 342 contro i 354 del 2018.

Questo trend conferma come, nel tempo, la popolazione dei giocatori sempre più conosce ed usufruisce dei servizi presenti nel territorio. L’analisi di dettaglio è in linea con i dati nazionali e regionali, con una prevalenza dei maschi (3.6%) sulle donne (2.5%). I maschi accedono soprattutto nella fascia d’età 45-49 anni, le donne tra i 55 e i 64. Rispetto alla scolarità, essa è prevalentemente medio-inferiore o con qualifica professionale anche se c’è una presenza significativa di diplomati e laureati. Per quanto attiene l’attività lavorativa, il giocatore che si rivolge agli ambulatori GAP prevalentemente ha un reddito proprio proveniente da un lavoro o da pensioni.

Non mancano, ma sono in minoranza, situazioni di disoccupazione o di lavoro precario. In questo caso sono spesso le famiglie che accedono ai servizi perché risentono dell’indebitamento dovuto non solo al mantenimento del giocatore ma anche delle perdite continue al gioco. La prevalenza dei giocatori di slot machine è assoluta; nell’ultima rilevazione regionale il 78.5% (2017) dei giocatori che chiedevano aiuto ai servizi erano giocatori di slot. C’è da osservare che se le slot sono il gioco maggiormente utilizzato da chi richiede un intervento sanitario, il Gratta e Vinci però è il gioco più giocato.

L’Azienda socio sanitaria ha sempre rivolto particolare attenzione al fenomeno del gioco d’azzardo, attivando iniziative sia nell’ambito della prevenzione che della cura. In tema di prevenzione sono stati recentemente realizzati incontri di formazione con gli Assistenti Sociali dei Comuni, che più spesso intercettano i problemi di indebitamento delle famiglie legati alla presenza di un giocatore. A breve si svolgeranno incontri anche con i medici di medicina generale, finalizzati a fornire strumenti per individuare precocemente il giocatore che accede nei loro ambulatori. Parallelamente si sta consolidando un rapporto importante di collaborazione con le pubbliche amministrazioni, l’associazione dei Comuni della Marca trevigiana e il volontariato.

Sul versante della cura nel territorio sono stati attivati tre ambulatori dedicati, all’interno del Dipartimento delle Dipendenze. Gli ambulatori, uno per ciascun Distretto, sono collocati a Treviso, Conegliano e Castelfranco. Da poco è stata avviata, inoltre, una collaborazione finalizzata alla sperimentazione di un protocollo di intervento con la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva. Il protocollo, riservato a giocatori resistenti agli interventi tradizionali, prevede – attraverso una stimolazione non invasiva del tessuto cerebrale – di ripristinare il funzionamento delle aree danneggiate dalla dipendenza da gioco. In continuità con la promozione di nuovi percorsi diagnostici e terapeutici saranno attivati anche i “week end di trattamenti brevi ed intensivi”, rivolti a giocatori che non riescono a controllare la compulsione al gioco.