“Sull’online c’è l’obiettivo con il prossimo Parlamento di fare una legislazione comune in Europa. In generale, pensando all’Italia, va detto che prima c’era una vera emergenza sociale, ai tempi dei videopoker. Questo settore lo abbiamo fatto ricco, nel 2009/2010 entrano le vlt, queste hanno richiesto grandi investimenti, è entrata la grande finanza internazionale, in quegli anni subito si è creato un solco mai più ricomposto tra i nuovi concessionari e i gestori.

Concessionari e gestori non hanno mai trovato una simbiosi, sono stati anni, e lo sono tuttora, molto difficili per questi rapporti. Anche dal punto di vista delle associazioni, si è subito creata una distinzione. Non diamo solo la colpa alla politica, dobbiamo dare la colpa a noi. Nel 2011 è arrivato un decreto dissennato che ha aumentato tantissimo la diffusione degli apparecchi. Abbiamo dato fastidio, in quel momento è nato il movimento no slot, c’erano apparecchi ovunque, forse non erano nemmeno tanto produttivi. Sono gli anni della Balduzzi. Ho letto di recente le sintesi della ricerca dell’ISS, i risultati non sono piaciuti, perchè il fatto che ci fosse un milione e mezzo di persone problematiche, che quindi non sono sicuramente malate, ha dato fastidio. I veri ludopatici non sono più di 400mila e in cura ne abbiamo 13mila. Il mito è stato sfatato. Abbiamo avuto 5 anni di Governi che ci hanno massacrato. Le divisioni del settore hanno impedito di avere una voce comune, non abbiamo saputo esprimere degli opinion leader, non abbiamo fatto nulla, non siamo mai andati sulla stampa nazionale, non abbiamo fatto a sufficienza. Le grandi aziende straniere come Inspired sono perplesse, non capiscono dove stiamo andando. Si tratta di società quotate in borsa, hanno dei costi, necessitano di certezze. Non possiamo andare avanti così. Serve una cabina di regia tra tutte le associazioni. Dobbiamo avere un interlocutore politico”.

Così Vitaliano Casalone, esperto internazionale di gaming, oggi a Roma per il convegno ‘Le Regole del Gioco‘.

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