E’ di questi giorni la notizia che 14 delle oltre 280 sale bingo dislocate sul territorio nazionale hanno potuto accedere al fondo di integrazione nazionale per un totale di 670 lavoratori coinvolti nella sospensione delle attività per effetto del blocco disposto a seguito dell’emergenza Coronavirus.

Paradossalemnte stiamo parlando di lavoratori ‘fortunati’ per i quali è stato possibile attivare il Fondo, in accordo con le organizzazioni sindacali, per un totale di monte ore richieste che va da un minimo di 5.400 ad un massimo di 34.000 ore per singola sala.

33 sale giochi riferibili a 10 concessionari diversi sono riuscite ad ottenere l’accesso la Fondo con l’obiettivo di salvaguardare la continuità del lavoro nel febbraio scorso, fino al 28 maggio. Dopo questa data cosa accadrà?

A Cagliari la denuncia arriva attraverso la CISL. Si parla di cassa integrazione mai arrivata e di possibili soluzioni per poter riaprire. “Il gioco è legale, la gente gioca volontariamente e non vogliamo essere discriminati. I primi tempi è ovvio che anche noi avremo una flessione degli incassi, vista la crisi e la poca liquidità. Conte, esistiamo anche noi e le nostre famiglie. Garantiamo divertimento e, allo Stato, molti soldi ogni anno”, fa sapere un rappresentante del sindacato oltre che impiegato in una sala Bingo.