Sonia vive a Senigallia. E’ una delle migliaia di persone che in questi giorni è costretta a vivere il dramma e la preoccupazione per il Covid-19 con l’angoscia di è costretto a subire l’atteggiamento discriminatorio nei confronti di una categoria di lavoratori: quelli che lavorano nel settore del gioco legale.
Sonia affida a fb il suo sfogo
Parlo io della mia famiglia…siamo in tre, io, Massimo e Myriam, la nostra bimba di 21 mesi.
Dalla nascita di M., ho deciso di lasciare il lavoro così da potermi dedicare a lei almeno per i primi anni, una scelta già difficile per una società moderna. Ma ci accontentiamo di poco e uno stipendio bastava.
Ora no, Massimo è un dipendente presso un esercizio che i vari DPCM hanno subito chiuso e siamo già da marzo in balia delle onde…dove la cassa integrazione non ricopre nemmeno il mutuo di casa…figuriamoci per bollette, extra, cibo e altro.
Però stiamo zitti, ci rimbocchiamo le maniche e si prova ad andare avanti…
Però gli altri sparlano, sparlano perché Massimo fa un lavoro “sporco, brutto e cattivo”, si perchè è dipendente in una agenzia di scommesse…
Si echeggia alle chiusure di questi esercizi con la trombetta da festa in bocca… Ma si è chiuso per un discorso di contenimento della pandemia (con cui sono pienamente d’accordo ma chiuderei anche tante altre attività non essenziali) oppure anche in questa occasione si vuol fare viso bello a cattivo gioco????
Voi che portate avanti questa battaglia….sapete che questi esercizi hanno autorizzazioni rilasciate proprio dallo stato e che ci guadagna anche parecchio???
Sapete si che almeno in quei locali i minorenni (a cui ovviamente il gioco è vietato) se entrano sono accompagnati fuori e che chi ci lavora ha fato un corso sulla ludopatia per segnalare eventuali casi?
Nono… chiudiamo…lasciamoli tranquillamente giocare e rovinarsi comodamente davanti a un computer a casa…si perchè i giochi on line sono ammessi …ah forse perché così non si fanno assembramenti o forse perché almeno non vediamo e crediamo così ad una società più bella e pulita…. Peccato che dietro a quei computer ci siano spesso minorenni, che non sono tutelati da nessuno così.
Ma noi siamo una famiglia con un lavoro brutto sporco e cattivo e quindi ce ne stiamo a casa…con pochi soldi ma con tanta verità e felicità“.