A testa alta Ivan e Luigi, titolari di una sala scommesse Planetwin365 a Manoppello (PE), esprimono tutte le loro preoccupazioni sul futuro della propria attività.

“Mi chiamo Ivan ed insieme al mio socio Luigi il 2 marzo 2019 da appassionati del settore abbiamo aperto la nostra prima sala scommesse (Planetwin365) diventandone i gestori.

Abbiamo da subito rincorso i pregiudizi che comunemente si hanno sulle sale gioco, soprattutto perché abbiamo aperto non in piena città dove i ritmi sono più frenetici ed ormai le realtà di gioco esistono da anni, ma bensì nella Val Pescara, tra piccoli comuni e più precisamente in quello di Manoppello di 7000 abitanti. (Sportivamente parlando, paese di Verratti).

Tutte le nostre scelte sono state da subito in linea con le normative gioco d’azzardo, per questo non abbiamo luoghi sensibili intorno e la sala ampia da 130metri quadri con area casinò annessa e separata, ci ha dato quasi da subito lo slancio che sognavamo imprenditorialmente.

L’agenzia è diventata in poco tempo un locale di riferimento dove l’azzardo è diventato una questione controllata e di famiglia, i nostri amici sono diventati clienti ed i nostri clienti sono diventati amici, durante le partite raggiungiamo picchi di 100 persone e tutte insieme si godono lo sport gratuitamente su maxischermi tra un drink ed una chiacchierata tra di loro.

Il 2 marzo 2020 era un lunedì ed avremmo voluto festeggiare il primo anno nel fine settimana, ma la domenica il decreto anti Covid chiuse tra le prime attività la nostra azienda. Non abbiamo più festeggiato il nostro anno di attività e ad oggi i nostri dubbi e le paure stanno diventando insostenibili, con il locale chiuso come pagheremo affitto e tutto il resto? E per di più se i campionati non dovessero ripartire, come si andrà avanti?

Non ci sentiamo affatto tutelati ma del resto come nessun’altra partita iva, però vediamo anche il malcontento mediatico proprio contro il nostro mondo e quello del pallone, invitati addirittura a non ripartire proprio. Questo ci dispiace, perché tralasciando dati politici e ricavi che il nostro settore genera allo Stato, dietro ci siamo anche noi e le nostre famiglie. Senza aiuti concreti non sappiamo cosa ne sarà della nostra sala e del nostro sogno, ci sostengono solo i messaggi di vicinanza di tutti i clienti che aspettano la riapertura e ci incoraggiano, ricordandoci le belle serate passate insieme nel segno dello sport ma forse questo alla riapertura nemmeno sarà più possibile… noi cercheremo di non mollare ma è sempre più dura”.

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