A testa alta Alberto, lavoratore nel settore del gioco, difende con orgoglio la propria attività.

“Dopo l’ennesimo articolo che ci vede danneggiati ho deciso di scrivere anch’io qualcosa a riguardo per difendere il comparto di cui faccio parte con orgoglio. Lavoro nel mondo delle sale bingo/slot/vlt/scommesse da quando avevo 18 anni, praticamente è sempre stato il mio lavoro cominciando dai ranghi piu bassi sono arrivato a dirigere diverse sale con impegno e sacrificio, trasferendomi anche in altre città ho inseguito e sostenuto sempre il mio lavoro. La cosa che ad oggi trovo vergognosa non è solo quello che leggo e sento dire da diversi esponenti di spicco della politica italiana, ma il punto dove ormai siamo arrivati dopo tanti anni fermi a subire come ladri e delinquenti tutte le sevizie subite da uno Stato che forse dimentica troppo velocemente chi siamo stati e cosa facciamo tutt’oggi. Ho conosciuto piu’ di 500 dipendenti e tutti e sottolineo tutti con fedina penale pulita (ricordo che per lavorare all’interno delle sale e richiedere le licenze non si deve aver commesso nessun reato) non si puo’ dire lo stesso di chi ad oggi ci contesta ma non voglio fare un attacco banale e scontato, voglio rivolgermi a tutti i lettori a tutte quelle persone che ci fanno sentire sbagliati ripulendosi la coscienza additandoci come il diavolo, sapete che ogni singolo dipendente viene formato attraverso dei corsi specifici al contrasto alla ludopatia?!?! E che quindi un semplice dipendente ne sa piu’ di chi ad oggi vuole combattere la ludopatia? Avete mai avuto a che fare con un ludopatico? Ad oggi non è stato registrato un aumento di “malati del gioco”, vi siete chiesti il perché? Noi garantiamo un gioco legale e controllato, da noi non si diventa ludopatici, da noi ci si diverte, spendendo dei soldi è vero ma avendo la garanzia di un gioco che ridistribuisce il montepremi, non come i giochi sponsorizzati dallo Stato, gratta e vinci, superenalotto ecc.. Il vero azzardo con i nostri clienti lo fa lo Stato. Il comparto del gioco legale oggi porta un introito nelle case dello Stato italiano pari a 10 miliardi di euro l’anno in liquidità immediata nonostante tutte le limitazioni imposte, oggi in piena emergenza discutiamo se prenderne 36 di miliardi sfruttando il MES. Il comparto del gioco legale ha assicurato la vittoria politica alla tanto acclamata ondata di onestà del Movimento 5 Stelle che con i soldi derivati dal comparto del gioco ha finanziato quello che per me è un voto di scambio legalizzato, il famoso reddito di cittadinanza. Sapete quanto guadagna un imprenditore ad oggi nel settore del gioco?!?! Meno del 15% di quello che viene movimentato esclusi pero’ i costi di gestione che rimangono a carico del fortunato imprenditore, tutto il resto va in tasse, sapete che le sale bingo garantiscono liquidità anticipata pagando prima di incassare le cartelle? Per non parlare delle cosiddette macchine mangia soldi (slot), di 100 euro incassati se ne guadagnano circa 5, pagando pero’ le tasse sul volume di gioco quindi in questo caso sui 100 euro. La finta ignoranza del viceministro Crimi (M5S) e del senatore Salvini (Lega) per non citare tutti gli altri, con cui oggi viene affrontato il tema è sconcertante. I dipendenti che per primi si sentono senza futuro, gli imprenditori che oggi lavorano seguendo le regole dello Stato partecipando a dei bandi di concessione messi in palio dallo Stato, che ad oggi si vedono rifiutati i prestiti a fondo perduto, i prestiti con tassi agevolati, gli aiuti in genere da uno Stato che negli ultimi anni ha solo preso soldi tassando anche la fortuna, sentendosi abbandonati, dove ci porterà?! Vorrei capire il perché la gente si ostina a combattere un nemico senza armi, la politica si sa cerca sempre di prendere consensi, ma mi consolo cari colleghi sapendo che alla fine ritorneranno da noi per prendere soldi per le loro promesse elettorali come sempre e solo allora dovremmo alzare la voce tutti insieme. Chiudo ricordando a tutti quanti i miei colleghi di non sentirsi soli, di stringere i denti anche se a volte sembra piu’ tutelato di noi chi lavora in nero o evade le tasse, uniamoci ed insieme cambiamo il modo di pensare di tutta la gente che ancora non sa, firmiamo petizioni, mobilitiamoci se necessario, creiamo associazioni, ma non molliamo, non siamo noi a dover provare vergogna per il lavoro che facciamo. Andiamo avanti a testa alta”.

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