A testa alta Yari, lavoratore nel settore del gioco, scrive al senatore Crimi (M5S).

“Caro Vito Crimi, mi preme personalmente sottolinearle che il settore del gioco regolamentato e’ l’unico settore pulito fiscalmente in Italia, dove per fortuna vi è impossibile l’evasione, e che questo trasforma quello che lei reputa un arricchimento spropositato, in una semplice professione che noi esercenti svolgiamo con tanto impegno, tanto duro lavoro e poca resa. Lei stesso e’ consapevole della assurda pressione fiscale del nostro paese. Quindi mi creda sulla parola, come gli elettori hanno fatto con lei (ma se vuole venire a trovarci sarà mia cura dimostrarglielo) che attorno al volume di gioco l’unico a cui resta un introito degno di nota e’ lo Stato italiano. Stato italiano che utilizza ulteriori strumenti legati ad eventuali “dipendenze” quali alcool e tabacchi senza remore alcuna, a tal punto da non determinare a seguito degli ultimi eventi alcun provvedimento restrittivo di chiusura alle stesse tabaccherie, mentre tutta la nazione produttiva si fermava. Le ricordo che questi “strumenti di morte” provocano danni molto più gravi alla persona e lo indicano direttamente sul prodotto commercializzato. Eppure non mi sembra averLa mai sentita proferir parole in merito. La coerenza, quando si entra nel merito, e’ un requisito necessario. Visto che parla di “chi si arricchisce in modo spropositato su debolezze e fragilità”… ci saremmo aspettati la stessa rigidità almeno verso il settore tabacchi. Quindi la domanda purtroppo mi sorge spontanea, Lei lo ha sempre tralasciato per convenienza o per semplice distrazione? Nel primo caso, non meriterebbe un incarico politico. Nel secondo, non lo starebbe svolgendo in maniera adeguata. Si ricordi che oltre all’errato pensiero di “arricchimento spropositato ai danno dei deboli” quando parla di chiusura totale sta parlando di un settore che coinvolge circa 200.000 persone occupate. 200.000 lavoratori tra piccoli imprenditori, apprendisti, dipendenti, etc.
Persone come Valentina, lavoratori dediti alla professione, che di sicuro non sono né arricchiti, ne’ sfruttatori di debolezze di chi le scelte le fa in pura autonomia. Questo solo per ribadirle, che in quanto personaggio pubblico, dovrebbe dare enorme peso ai suoi interventi e fare un’attenta riflessione prima di esporli!”.

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