A testa alta Francesca, moglie e madre, esprime tutte le sue preoccupazioni per il futuro lavorativo del marito.

“Leggo sempre i vostri articoli con interesse e vi ringrazio per il lavoro che fate. Capisco gli insulti che le agenzie ricevono perché esistono anche famiglie che subiscono i danni del gioco, ma molte famiglie come la mia sopravvivono con uno stipendio che nel mio caso porta mio marito facendo il terminalista in un’agenzia di scommesse a Palermo. Molto probabilmente perderà il lavoro e non possiamo avercela con il suo datore di lavoro, l’unica colpa qui c’è l’ha lo Stato! Se un’agenzia che dava da mangiare a dieci dipendenti quando riaprirà darà da mangiare solo a tre famiglie la colpa non sarà dei datori di lavoro ma dello Stato che ha messo alla gogna le famiglie. Lo scrivo da moglie e da madre!”.

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