A testa alta Pasquale, opertore nel settore del gioco da oltre 20 anni, sfoga la sua delusione per il menefreghismo del governo nei confronti del comparto.

“Premesso il controllo epidemiologico, quindi la salute davanti a tutto e a tutti, trovo imbarazzante essere considerato un lavoratore di Serie B nel comparto di cui faccio parte da più di 20 anni, non è mai trapelato dall’inizio della pandemia il settore dei giochi, o almeno io non l’ho mai sentito menzionare da qualcuno che dovrebbe avere a cuore le sorti di migliaia di lavoratori e famiglie. Mi chiedo il perché di tutto questo menefreghismo acclarato, il perché, rispetto ad altri settori che ripartiranno con protocolli di sicurezza, a noi non è stato mai dato un barlume di speranza, con l’indicazione di una potenziale ripartenza, in modo che ognuno potesse calcolare la convenienza, la tempistica, con le proprie residue forze per riuscire a tamponare dopo tre mesi ingenti costi fissi di gestione, visto che aiuti e sostegni arrivati ad oggi sono pari allo zero. Di contro invece si è assistito ad una scelta scientemente scellerata con il prelievo dello 0,3% (unico settore tassato) come risposta alla crisi in atto. Non serve allo scrivente un’ulteriore laurea in matematica per affermare con contezza di fatto che 0,3% per 0=0, quindi o per cui è meraviglioso imporre sciaguratamente prelievi che danno risultati raccapriccianti e stime di introiti senza alcun senso di una normale logica, riflettere prima di fare e non fare tanto per fare”.

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