A testa alta Fabio, titolare di una sala scommesse a Verona, racconta la sua storia, ricordando come sia sempre più considerato un lavoratore di Serie B dallo Stato.

“Sono Fabio, un ragazzo di 34 anni, titolare di una sala scommesse Intralot a Verona. Gestisco la sala da luglio 2012, pago regolarmente affitto e tasse che ogni anno aumentano a dismisura. Io come tanti del mio settore ho dovuto chiudere l’8 marzo per effetto del primo dcpm. Ad oggi quindi sono più di 2 mesi che siamo chiusi. Nessun notiziario, nessuna testata giornalistica nazionale e neppure il premier Conte ha mai fatto esplicita menzione del nostro settore, già martoriato dalla pressione fiscale, la più alta a livello internazionale, basti pensare che lo Stato ogni anno incassa la bellezza di 19,5 miliardi di euro dal gioco d’azzardo e che l’intero sistema contribuisce allo 0,85% del Pil. Secondo un recente sondaggio dell’ISS del 2018 le persone in cura per dipendenza da gioco siano circa 1.500.000 contro i 10.200.00 di fumo o i 7.600.000 di alcol. Eppure lo stato durante il ‘lockdown’ permetteva ai tabaccai la regolare vendita di sigarette e questi sono stati i primi (i tabaccai) a poter riattivare i giochi quali gratta e vinci o Enalotto e SuperEnalotto. Trovo tutto ciò assurdo, un tabaccaio può regolarmente lavorare mentre una sala scommesse con le medesime metrature magari o gli stessi spazi non può riaprire in sicurezza adottando i protocolli messi a disposizione dal governo. Trovo ancora di più assurdo come riaprano bar, pub o ristoranti non considerando assembramento in tali locali, considerandolo invece per sale scommesse o sale giochi in genere. Facendo così non si alimenta altro che il gioco illegale, favorendo le mafie e il gioco nero. Siamo da anni bistrattati dallo Stato, dalle banche (provate ad andare in una qualsiasi banca nazionale e provate a chiedere che vi venga aperto un conto corrente per la vostra imminente apertura di una sala scommesse e vedrete in che modo vi risponderanno) e dall’etica in genere, dagli orari per poter tenere accese slot e vlt alle distanze da dover tenere dai cosiddetti luoghi sensibili. Tutto questo quando invece siamo imprenditori normali, persone normali, padri di famiglia normali e datori di lavoro normali. Chiedo che si abbia più rispetto per chi come noi dà lavoro onesto a tante persone rendendo sempre più ricche le casse dello Stato”.

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