A testa alta Marika, dipendente in sala scommesse, racconta la sua frustrazione per l’assenza di lavoro.

“Mi appello all’email di Valentina, mi chiamo Marika e ho lavorato in una sala giochi (centro scommesse sportive) anch’io fino all’8 marzo. Do pienissima ragione a tutto quello che ha scritto questa grande donna. Anche perchè a me scadeva il contratto il 31 marzo e volevo godermi gli ultimi giorni di lavoro, proprio perche mi piace lavorare ed essere a contatto con la gente. Ma per la vostra decisione di chiudere tutto, anche se è stata una buona decisione per fermare l’epidemia, non ho potuto far altrimenti e sono rimasta senza lavoro. Adesso quello che voglio chiedere io è: dove andrò a lavorare? Sì, sono giovane, ma ho una famiglia sulle spalle, me lo date voi un posto di lavoro? Io mi vergogno di essere italiana”.

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