Pawel Cibicki, classe 1994, svedese nato da genitori polacchi, è stato condannato in appello per reati relativi a partite truccate dopo che la precedente sentenza sullo stesso caso del tribunale distrettuale (in cui era stato assolto per mancanza di prove, ndr) era stata annullata. Il 27enne è stato accusato di aver accetto una tangente di 300.000 corone svedesi (circa 30mila euro), per farsi ammonire in una partita del massimo campionato di calcio svedese quando vestiva la maglia dell’Elfsborg nel 2019.

Si legge nella sentenza che Pawel Cibicki è stato ritenuto “colpevole di aver concordato con due persone (…) di prendere un cartellino giallo durante una partita contro il Kalmar FF”. Le due persone in questione sono state a loro volta giudicate colpevoli di aver pagato la tangente, con il calciatore che si è detto sempre estraneo ai fatti. Dall’inchiesta è emerso che un totale di 27 scommesse erano state aperte pochi giorni prima, o il giorno stesso della partita, dall’entourage delle due persone. Su tutte queste giocate si è puntato sul fatto che il calciatore avrebbe ricevuto un’ammonizione durante la partita. Cibicki sarebbe finito addirittura in carcere se non avesse ricevuto una sospensione della pena detentiva. La Federazione svedese, e la Fifa, avevano già squalificato il calciatore per 4 anni.

Lo riporta Fanpage.it.