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(Jamma) Il comparto del gioco lecito a rischio per le politiche che impongono restrizioni e limiti all’offerta. Il grido d’allarme viene da Torino dove oggi una nutrissima rappresentanza degli operatori ha organizzato un evento sotto l’egida della associazione As.tro.

Mario negro, già presidente onorario dell’associazione e operatore storico dell’apparecchio da intrattenimento ha introdotto la conferenza ricordando che in Piemonte ci sono almeno 6.300 esercizi pubblici che offrono servizi di gioco lecito. “Si tratta di almeno 6.000 esercizi generalisti, come bar e tabacchi, che interessano oltre 10mila lavoratori. Sono invece circa 300 le sale gioco dedicate con 1.500 addetti. Complessivamente sono 11.500 posti di lavoro messi potenzialmente a rischio dal mancato introito degli apparecchi da gioco”.

L’altro ‘fronte’ se così possiamo dire è appunto quello dei gestori “300 imprese che si occupano di gestione e manutenzione di slot machine per conto dei concessionari, con quasi 3.000 occupati e 10 imprese di costruzione e distribuzione delle macchine (circa 350 occupati)”. ha sottolineato Negro.

Punto focale della normativa regionale piemontese è il cosiddetto “distanziometro”: nei comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti, l’installazione di slot e videolottery è vietata in locali che distano meno di trecento metri da una nutrita serie di “punti sensibili”, nei quali sono compresi luoghi di culto, scuole, impianti sportivi, ospedali, oratori, istituti di credito e stazioni ferroviarie. La distanza diventa di cinquecento metri nei comuni con più di cinquemila abitanti.

Le slot e la ‘scadenza’ del 30 settembre

Il tema dell’incontro di oggi verte sugli effetti della normativa regionale. Il 30 settembre prossimo infatti è prevista la messa bando delle slot che non rispettano la distanza minima dai luoghi sensibili e installate nei bar e nelle tabaccherie. Più tempo viene concesso alle sale da gioco e sale scommesse, che dovranno adeguarsi entro tre anni dall’approvazione della legge o addirittura entro cinque anni, nel caso di licenze decorrenti dal 1° gennaio 2014.

 

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