Il Tar Emilia Romagna ha respinto, tramite ordinanza, il ricorso presentato da una società contro il Comune di Sassuolo (MO) in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’Ordinanza n. 70 del 24/05/2019 emessa dal Comune di Sassuolo nei confronti della società avente ad oggetto “cessazione immediata attività di punto raccolta scommesse per incompatibilità urbanistica e per distanza inferiore a 500 mt da luoghi sensibili”.

Per il Tar: “ritenuta l’istanza cautelare immeritevole di accoglimento, atteso che, quanto al fumus boni iuris, la circolare prot. 422372/2015 della Regione Emilia Romagna ha equiparato alle sale da gioco tutte le attività commerciali destinate alla raccolta di scommesse o che offrano servizi telematici di trasmissione dati anche al di fuori dei confini nazionali, a nulla rilevando nel caso di specie il contestuale esercizio nella stessa sede dell’attività di vendita al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio, trovando peraltro comunque applicazione per la raccolta di scommesse il limite della distanza minima dai c.d. luoghi sensibili; quanto al periculum in mora, nel bilanciamento dei contrapposti interessi proprio di questa fase, certamente prevalente risulta l’interesse pubblico sotteso al provvedimento impugnato, rispetto a quello economico di parte ricorrente che, peraltro, la stessa avrebbe potuto evitare, mediante reimpiego dei dipendenti assunti in altra attività lecita nei medesimi locali, essendo a conoscenza già da un anno (ordinanza n.130 del 2018) dell’impossibilità di svolgervi l’attività di raccolta scommesse;

– ritenuto che le spese di questa fase debbano seguire la soccombenza, liquidate come in dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna:

– respinge la domanda cautelare;

– condanna parte ricorrente alla rifusione delle spese di lite di questa fase, liquidate in € 1.500,00 oltre accessori di legge, in favore della controparte costituita”.

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