“In un appuntamento come questo in cui è facile cogliere il significato simbolico di una possibile ripresa della nostra attività non si sfugge alla necessità del ricordo delle esperienze passate, della storia di questa manifestazione”.

Lo ha detto il presidente di IEG, Lorenzo Cagnoni al convegno di apertura “Gioco di Stato: ripartiamo da Enada” alla fiera di Rimini.

“Questo evento si basa sul rapporto con Sapar, una delle associazioni più solide che abbiamo conosciuto. In tutti questi anni abbiamo costriuto un rapporto molto fecondo che ci ha portati ad essere riconosciuti come il gruppo fieristico che ha saputo rappresentare con grande successo il mondo del gioco, ne ha capito i problemi e le possibilità di sviluppo, senza mai farsi interprete negativo di certe teorie e culture che in alcuni momenti hanno rischiato di portarlo alla sconfitta. Abbiamo cercato di rappresentare il nostro ruolo con serietà e passione. Ringrazio le aziende che hanno ritrovato la voglia del rischio, che sempre la partecipazione a una manifestazione fieristica richiede. Credo di poter dire che stiamo lavorando sia sulla sede di Vicenza che su quella di Rimini con grande determinazione e forte capacità di guardare senza nessuna diffidenza alle possibili innovazioni per il recupero pieno del nostro ruolo in questo settore di attività, sapendo quanto sia importante il nostro ruolo per i territori che rappresentiamo. Ricominciare oggi ha un valore altamente simbolico di riapertura di un percorso che sapremo indirizzare nei prossimi mesi senza farci in nessun modo cogliere da qualche atteggiamento di depressione, anzi alzando l’asticella delle possibili sfide. Speriamo che la 32esima edizione di Enada ci porti fortuna, assegnando a questo evento la grande responsabilità di aprire la nostra stagione fieristica”.

Franco Letrari (direttore interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche dell’Agenzia Dogane Monopoli): “Anche l’Adm ha avuto dei momenti di difficoltà. Sono qui per dirvi andiamo avanti con entusiasmo, perchè è importante. Al vostro settore dico grazie anche con riferimento al periodo del lockdown, quando tutti gli operatori si sono comportati con correttezza, sapendo che dietro il periodo di chiusura delle attività ci sono state grandi difficoltà economiche. Come amministrazione pubblica capiamo le vostre difficoltà, vi siamo ancora più vicini. Voi siete un settore economico che all’erario fornisce 11,5 miliardi e quindi meritate rispetto. Vi chiedo aiuto nel cercare insieme di fermare l’attività illecita, che proprio nel periodo del lockdown ha dato maggio fastidio. Noi ci siamo, abbiamo imparato anche da marzo che è importante essere efficienti e veloci. Adm è pronta a promuovere ulteriori iniziative con le Regioni e i Comuni, è importante portare avanti il messaggio che questo argomento del riordino va affrontato, lo stiamo già facendo sotto la regia del direttore Minenna. Anche voi dovete avere la possibilità di capire cosa succederà nel futuro. Dobbiamo fare squadra, è una cosa molto importante”.

Il presidente Sapar, Domenico Distante (nella foto): “Noi come associazione nazionale siamo stati sempre pronti a denunciare l’illegalità. Dobbiamo essere propositivi verso questo settore in cui crediamo da diversi anni. Ringrazio in particolare il direttore di Adm, Marcello Minenna, che ho visto già entrare di forza facendo dei decreti. Noi siamo dalla parte delle istituzioni, senza di loro non andremmo da nessuna parte. Il problema è che degli 11,5 miliardi che diamo oltre il 50% (6,8 miliardi) vengono dati solo dal settore degli apparecchi awp e vlt. Noi facciamo gioco di Stato, ma purtroppo in Italia tantissime forze politiche lavorano di pancia in maniera ipocrita. Negli ultimi anni, dal 2016, ci sono stati 7 aumenti di Preu. E’ stato un accanimento sul nostro settore. Se non ci volete bastano due righe e il gioco pubblico di stato si cancella. Si rinuncia agli 11 miliardi e si ricomincia da capo. Noi non dobbiamo combattere solo contro l’illegalità, questo lo facciamo volentieri. La cosa che più fa male è che dobbiamo combattere anche con il sindaco che si sveglia una mattina e impone dei limiti orari o delle distanze che non servono a nulla se non a far chiudere le attività legali, quando con un semplice smartphone posso giocare su siti .com illegali. Ci sono regioni dove non c’è più lavoro legale. Noi siamo quelli che vanno su tutto il territorio nazionale per raccogliere le monetine. Noi siamo partner dello Stato, non contro di lui. Per questo chiedo sempre ‘parliamone’. Almeno ascoltateci. Un po’ di rispetto nei nostri confronti ci dovrebbe essere. Abbiamo bisogno di certezze, ogni Regione legifera come crede, così come fanno i Comuni. Non è ammissibile. Spero che anche l’Emilia Romagna possa riconsiderare le proprie norme. Serve tutelare e difendere le piccole e medie imprese che stanno sul territorio nazionale. La cosa più importante a cui dobbiamo stare attenti è la tutela dei nostri dipendenti, parliamo di 150mila persone che stanno sul territorio tra lavoratori e indotto. Non possiamo dopo aver fatto investimenti avere ogni giorno la paura che nuove ordinanze e/o leggi ci impediscano di lavorare. Sono certo che il direttore Minenna possa essere un faro sul Governo per poter finalmente avere un riordino nazionale dove tutti sappiamo quello che dobbiamo fare. Abbiamo anche il problema delle banche, che non ci vogliono. Questo è un altro tema fondamentale che va risolto”.