Il Consiglio di Stato ha accolto – tramite ordinanza – il ricorso presentato dal Comune di Bolzano contro il titolare di una sala giochi in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza cautelare del T.R.G.A. – Sezione Autonoma della Provincia di Bolzano n. 00074/2021, resa tra le parti.

Si legge: “Considerato che ai sensi dell’art. 20, co. 4 della legge provinciale n. 10/2016, l’autorizzazione all’esercizio delle sale giochi ubicate, come quella gestita dal Sig. (…), entro la fascia di 300 metri da siti sensibili scadono automaticamente decorso il termine fissato dalla detta legge; ritenuta, in conformità ai recenti precedenti cautelari di questa Sezione (ordinanza n. 3983/2021, n. 6125/2020, n. 2178/2020) e sulla base di una delibazione sommaria delle questioni devolute in appello, propria della presente fase cautelare, l’insussistenza di consistenti elementi di fumus boni iuris alla luce del consolidato quadro giurisprudenziale, costituzionale e amministrativo (anche successivo alla sentenza n. 1618 dell’11 marzo 2019 di questa Sezione: ex plurimis, Cons. Stato, Sez. III, 19 dicembre 2019, n. 8563; Cons. Stato, Sez. V, 4 dicembre 2019, n. 8298) in tema di legittimità dei distanziometri dai siti sensibili previsti dalla legislazione regionale e delle province autonome; ritenuta altresì, sulla base di un bilanciamento degli interessi in conflitto, la prevalenza dell’esigenza di protezione delle fasce deboli dal rischio della ludopatia rispetto agli interessi di natura economica prospettati dall’appellato; il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), accoglie l’appello (ricorso numero: 7473/2021) e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, respinge l’istanza cautelare proposta in primo grado. Spese compensate”.

Da notare come i giudici non abbiano tenuto conto dei giudizi per revocazione ancora pendenti sul tema dove alcuni operatori chiedevano una nuova valutazione sull’effetto espulsivo del distanziometro, dato che la sua applicazione copre quasi l’intero territorio provinciale lasciando solo un limitatissimo numero di aree idonee alle attività di gioco.