Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – “Le analisi condotte hanno infine evidenziato incertezze e criticità relative a diversi aspetti del sistema impositivo, in particolare nel settore della tassazione degli immobili, nel settore delle entrate da giochi e nell’ambito del gettito delle accise sui prodotti petroliferi”.

E’ quanto riferito dal presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci, esponendo la relazione sull’attività svolta nel 2016 nell’ambito della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario.

“Risultano ancora numerose le azioni esercitate nei confronti dei concessionari delle ricevitorie del gioco del Lotto per il mancato versamento dei proventi delle giocate e nei confronti di intermediari per la vendita di valori bollati per il mancato versamento degli incassi” ha aggiunto il procuratore generale Claudio Gualtieri nella sua relazione scritta.

“Quanto ai risultati dell’attività di esecuzione per l’anno 2016 non ci si può che limitare a riferire i dati comunicati dalle Procure Regionali in base al monitoraggio, attinti, ad oggi, per quel che rileva, sotto il precedente regime. Essi indicano che nel quinquennio 2012-2016 gli importi recuperati in esecuzione delle sentenze di condanna definitive sono giunti a circa 220 milioni di euro (213 milioni di euro nel quinquennio 2011-2015 e 208 milioni di euro 2010-2014 ed in costante aumento rispetto ai periodi precedenti) a fronte di condanne su decisioni di I grado che, nel medesimo periodo, ammontano a circa 3,587 miliardi di euro in I grado (3.754.456.379,24 nel periodo precedente, comprensivi degli oltre a 2,4 miliardi per una sola condanna nel 2012 della Sezione Lazio) e a circa 754 milioni di euro in II grado (646.099.373,94 euro nel periodo precedente).

Il dato sul quinquennio è un valore assoluto, ma influenzato dalla decisione della Sezione terza di appello n. 68 del 6.2.2015 intervenuta in parziale riforma della sentenza della Sezione giurisdizionale Lazio (n. 68 del n. 214 del 17.2.2012) nei riguardi di quelle società concessionarie del servizio pubblico di attivazione e conduzione operativa della rete per la gestione telematica del gioco lecito con vincite in denaro mediante apparecchi che non avevano definito in maniera agevolata la condanna di I grado, e che sono state condannate per un ammontare di 407 milioni di euro (erano stati circa 1.317 milioni di euro in primo grado su circa 2,4 miliardi complessivi) per il danno erariale cagionato in ragione della violazione degli obblighi della concessione”.

Commenta su Facebook