Sabrina lavora nella sala Admiral di Parma. Dopo mesi di chiusura possono mancare perfino le parole per esprimere la propria preoccupazione e il disagio rispetto ad una simile situazione. Ma non a Sabrina…

“Ultimamente mi sono imbattuta su alcuni argomenti che reputo alquanto opinabili!
Cosa vorrebbe dire: “esistono delle attività non essenziali”!!!! Non esistono delle attività non essenziali, perché chi ha aperto quelle attività ci lavora per vivere e garantisce la possibilità di lavorare ad altre persone che ci vivono a loro volta! Questo è quello che facciamo noi operatori del gioco legale! Noi amiamo il nostro lavoro e chiediamo a gran voce di poterlo svolgere in serenità e consapevolezza! Un mese fa ci sono state due grandi manifestazioni e la partecipazione da parte della categoria è stata massiccia!

Se da un lato è stato emozionante vedere tutta quella gente scesa in piazza, unita per lo stesso “ideale” per reclamare un diritto, dall’ altra penso che non sarebbe mai dovuto avvenire perché trovo ingiusto e davvero aberrante dover ricorrere a tanto per qualcosa che ci spetta di diritto! Si parlava di una riapertura di cinema, palestre, teatri per il prossimo 27 marzo. Non avverrà neppure per queste categorie ma, se si fosse mantenuto quel progetto, comunque la nostra categoria sarebbe rimasta ferma a prescindere. Allora che significa? Se davvero questa chiusura è legata alla pandemia, quale sarebbe, a rigor di logica, il motivo della non riapertura delle sale gioco? Tutti gli altri settori sì e il nostro no! Vogliamo tornare a lavorare! Non ci sono attività di classe A e attività di classe B. Ci sono attività che sono essenziali per chi ci lavora e ci mantiene le famiglie”.