Si è tenuta oggi una nuova riunione degli Stati Generali dell’Amusement a conclusione della quale i rappresentanti delle organizzazioni aderenti hanno fornito delucidazioni in merito alle attività delle ultime settimane.

Domenico Distante, presidente di Sapar, ha spiegato che “insieme sono state prospettati alcune criticità che in parte sono state risolte anche grazie all’ADM che ha sempre dimostrato buon senso. Ci sono invece cose che purtroppo possono essere cambiate solo con un intervento normativo. Con il tempo necessario alcune cose sono state limate e comuque le primo omologhe sono state portate a conclusione. Questo consente di cominciare a lavorare dopo molti mesi di stop totale”.

Nel corso della manifestazione fieristica Enada, che si terrà a Rimini dal 30 marzo prossimo, intato è prevista la presentazione dei risultati della ricerca condotta dall’Università Roma Tre, sponsorizzata da Sapar, Consorzio FEE e New Asgi. “Confidiamo nel fatto che questa ricerca dia come esito quelle indicazioni necessarie per poter rappresentare alle istituzioni di riferimento che i ticket redemption non sono la porta d’ingresso al gioco d’azzardo”, ha detto Alessandro Lama, presidente di Consorzio FEE.

Quanto ai lavori degli Stati Generali le ultime attività hanno riguardato una revisione dei chiarimenti ai quesiti che gli operatori hanno formulato. “Stiamo scorrendo questa collana di perle, una dopo l’altra, una risposta di viene data, una domanda emerge dall’attività di tutti i giorni. Le risposte che abbiamo ottenuto hanno migliorato senz’altro il sistema delle omologhe. Si parla di più di 55mila autocertificazioni, ADM ritiene ci siano ancora circa 15mila certificazioni da rastrellare sul mercato, confidiamo si possa completare entro il 30 aprile. La forza degli Stati Generali è stata quella di portare tutti a questo tavolo, con grande soddisfazione posso dire che anche lo spettacolo viaggiante ha potuto aprire dei canali attraverso questa coesione e compattezza. L’esperienza migliore in questo periodo caratterizzato dall’esperienza del COVID. Prensiamo, per il momento, il bicchiero mezzo pieno”, ha spiegato Lama. “Sappiamo che è stato un cambio non facile, ma grazie all’aiuto di tutti possiamo dire di aver avuto dei risultati, l’ADM si è dimostrato un ottimo interlocutore. Ci sono margini di miglioramento, confidiamo di risuscire a limare ancora qualche problema.L’importante è che si possa ripartire” ha aggiunto Distante. Claudio Bianchella di As.stro ha precisat la situazione dei cosidetti ”flipperini” spiegando che l’intenzione degli Stati Generali è far comprendere che si tratta di distributori automatici. Per ora la posizione di ADM è ferma nel ritenere che si tratti di apparecchi della tipologia ‘comma7a’. Se questo non cambierà è possibile che ne nasca un conenzioso. Come si potrà risolvere? Ci è stato suggerito di interpellare il MISE, cosa che è già stata fatta. La speranza è che il MISE risposta confermando che questi sono in effetti distributori e non apparecchi da gioco”.

Relativamente alle imposte che vanno versate per gli apparecchi di puro intrattenimento è stato chiarito che le associazioni invitano ad attenersi rigorosamente alla circolare di chiarimenti pubblicata nei giorni scorsi dall’ADM. “L’imposta va pagata entro il 16 marzo pe le macchine che sono al momento installate, tutto resta invariato. Valgono le tariffe vigenti, salvo un conguaglio, forse, che eventualmente verrà previsto in seguito”.

Marco Raganini di ANBI ha evidenziato come sia ad oggi ancora aperta la questione del parco macchine esistente e le ticket redemption. “Per queste ultime andranno comunque omologate e non ci sarà una procedura ‘light’. Andremo a vedere apparecchio per apparecchio quello che riusciremo a salvare. Quello che ci preoccupa è la situazione dei giochi meccanici in molti casi molto datati. Si tratta di capire come procedere con le omologhe. Le associaizoni sono concordi nel garantire il nostro appoggio per questi adempimenti. Ci è stato fatto capire che conteranno molto i numeri, per capire se sarà possibile pensare ad una categoria vintage, con una procedura semplificata. Resta comunque uno dei punti ancora da chiarire per poter arrivare alla regolamentazione. Va precisato che in moti casi sono macchne senza elettronica, senza elementi che in alcun modo possono favorire un uso improprio”.