“Le discoteche sono ancora inspiegabilmente chiuse. Non lo dimentichiamo”. E’ quanto ha affermato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli intervenendo all’assemblea annuale della Confederazione parlando delle “perdite inflitte alla grande filiera del turismo italiano” che “possono tradursi in lesioni permanenti nelle attività della cultura, dei teatri, del cinema. Ma anche nel comparto del gioco pubblico, dell’intrattenimento e dello sport”.

“Non sono finiti i sacrifici dei nostri imprenditori”

Per l’economia in generale, se le prospettive sono confortanti, non si può dimenticare che “forse è finita la crisi, ma non sono finiti i sacrifici dei nostri imprenditori”: da quelli del turismo, a quelli della cultura, dei teatri, del cinema. Ma anche del comparto del gioco pubblico, dell’intrattenimento e dello sport. Per non parlare delle discoteche, “ancora inspiegabilmente chiuse”. Dopo aver evidenziato il ruolo decisivo del terziario di mercato,  che nel secondo trimestre ha contribuito per il 53% alla crescita del valore aggiunto, Sangalli ha  sottolineato che “stiamo, sì, correndo, ma per tornare al punto di partenza, cioè al 2019. Dunque, recuperare è d’obbligo, ma ci aspetta ancora la partita più importante: quella della crescita, robusta, duratura e inclusiva, in grado di assicurare benessere per molti, possibilmente per tutti”.