“Di seguito la sintesi delle questioni che l’Associazione sottopone segnalando un profilo di massima urgenza in considerazione dell’aggravamento delle condizioni economico-finanziarie determinato dalla crisi epidemiologica, dovendo registrare per il 2020 perdite effettive e stimate di gettito erariale e perdite di remunerazione del comparto per l’attività imposta dalle concessioni superiori al 50% rispetto all’anno passato (essendo entrambe le voci legate direttamente ai movimenti di gioco pubblico). Per avere una magnitudo del problema per il 2020 rispetto all’anno passato, il tema riguarda circa 5 miliardi di perdite di gettito erariale su 10 provenienti dal gioco pubblico e 4 miliardi di perdite di ricavi su 8 per gli operatori del comparto, determinate da calo registrato e stimato dei movimenti netti di gioco pubblico a circa 9 miliardi su 18”. E’ quanto si legge nella memoria rilasciata da Acadi nel corso delle audizioni sui Decreti Ristori nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato.

“L’incertezza delle disposizioni territoriali in materia di offerta di scommesse, bingo e apparecchi non consentiva, già dal 2019, la realizzazione delle procedure selettive (Pareri Consiglio di Stato nn. 1057 e 1068 del 2019) per le concessioni già scadute o in scadenza entro il 2022.

L’emergenza COVID-19 ha reso ancora più impercorribile ad oggi la strada delle procedure selettive (a legislazione vigente ancora programmate tra il dicembre 2020 ed il giugno 2021), per l’incertezza dei parametri economici, che si aggiunge all’impossibilità di mettere a terra i punti della rete distributiva in alcune Regioni (ad esempio Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo) che hanno attivato massivamente i “distanziometri” di fatto espulsivi. I valori di raccolta dei diversi giochi sono estremamente negativi per tutti i prodotti, anche dopo le riaperture post lockdown. Il consuntivo 2020 prevede -50% per le VLT, -40% per le AWP, -30% per il bingo, -20% per il comparto lotterie, -5% per le scommesse, con effetti diretti sulle entrate erariali, ridotte di oltre 3 miliardi rispetto al preventivo della Legge di Bilancio 2020.

Le più recenti disposizioni di estrema riduzione oraria o lockdown regionali (DPCM, Lombardia, Liguria, Umbria), prima, e la chiusura totale a livello nazionale ormai imposta, ora, non trovano fondamenti tecnico-sanitari (esistendo rigidi e severamente applicati protocolli adottati dalle aziende della filiera legale e non potranno che peggiorare ulteriormente questi risultati aziendali ed erariali). La perdita di movimento di gioco non è originata solo dal COVID-19 ma da interventi normativi incongrui sulla dinamica dei prodotti, come l’introduzione della Tessera sanitaria quale strumento di prevenzione del gioco minorile nella rete specializzata (già inibita ai minori) che ha impedito a molti consumatori di accedere al gioco, e da interventi fiscali di incremento della tassazione che ha reso progressivamente meno interessante per i consumatori i prodotti del gioco pubblico (Win-Tax, PREU, imposta sulle scommesse) a favore del gioco non regolato.

Le politiche territoriali degli orari e delle distanze sostanzialmente espulsive dell’offerta pubblica e l’emergenza COVID hanno avviato, di fatto, la riduzione quasi allo zero del perimetro dell’offerta in concessione, con evidenti rischi per la legalità e, a medio termine, per la continuità del gettito erariale nelle dimensioni raggiunte negli ultimi anni e per la tutela sanitaria e del risparmio degli utenti. L’erosione delle remunerazioni delle attività svolte in concessione (per i continui aumenti di prelievo rispetto a quelli indicati in sede di assegnazione delle concessioni) ha raggiunto livelli di non sostenibilità come preannunciato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio nello studio sul pubblico di maggio 2018. Di qui l’esigenza di carattere generale del comparto del gioco pubblico di non subire provvedimenti emergenziali anti-Covid che abbiano natura meramente ideologica, tenendo conto della effettiva numerosità della distribuzione sul territorio del gioco pubblico, dell’adeguatezza degli stringenti ed efficaci protocolli di sicurezza adottati e certificati oltre che dell’assenza di notizie di focolai emersi in questi pochi mesi nei punti di riferimento. Occorre evitare sovrapposizioni normative che rendano incoerenti tra loro provvedimenti emergenziali governativi, regionali e comunali come parrebbe avvenuto con riferimento alle recenti riduzioni di orari superate poi dalla chiusura generalizzata. ACADI ritiene quindi imprescindibile quanto segue, a tutela della continuità del sistema del gioco pubblico.

Sintesi emergenze

Per il settore del gioco pubblico sono necessari interventi che aiutino le aziende a non entrare in crisi di liquidità (con relativi impatti occupazionali rilevanti) e misure di salvaguardia non limitate solo ad alcuni comparti come e attualmente previsto dal cosiddetto dl ristoro.

1. Il DL Ristoro numero 137 del 2020 ha escluso alcuni Codici Ateco del settore. In particolare, il codice 92.00.01 ed il codice 92.00.02, quest’ultimo utilizzato da moltissime piccole e medie aziende. L’esclusione non appare motivata in alcun modo nella relazione tecnica e comunque si pone palesemente non giustificata.

2. Per quanto riguarda il sostegno alla liquidita delle aziende del comparto, misura già utilizzata nella crisi di marzo, è assolutamente necessario prevedere rateizzazione dei versamenti del PREU, anche per la impossibilità, per i concessionari in primis, di recuperare le ingenti risorse trattenute dalla filiera fin dalle prime misure di fine ottobre. Inoltre, va superato il meccanismo degli acconti sul PREU maturato precedentemente perché la rete è chiusa dal 24 ottobre e quindi si chiederebbe di pagare imposte per raccolte di gioco non esistenti.

3. Un terzo intervento necessario è certamente la sterilizzazione degli aumenti PREU già previsti per il gennaio 2021. Il settore e stato tra i primi a chiudere a marzo, tra gli ultimi a riaprire a luglio, tra i primi a subire riduzioni di orario più pesanti a metà ottobre, tra ti primi ad essere richiuso adesso ed è evidente che il settore non avrebbe la forza di subire ulteriori riduzioni di compensi sull’eventuale raccolta effettuata (come noto infatti gli aumenti di tassazione riducono i compensi per l’esercizio delle concessioni pattuite con lo Stato).

4. A tal proposito una necessaria misura di ristoro per contenere i molti danni occupazionali che sta creando la situazione potrebbe essere rappresentato da un ritorno dei livelli di tassazione sulle vincite degli apparecchi del 2019, a partire dal primo gennaio 2021.

5. Inoltre, per dare un ulteriore concreto presidio all’esclusione dei minori dal gioco pubblico e rafforzare le opportunità di più generale efficienza dei controlli di pubblica sicurezza, potrebbe sostituirsi al meccanismo di accesso al gioco con tessera sanitaria il controllo obbligatorio all’ingresso delle sale per tutti gli avventori di un documento di identità valido.

6. In questo quadro appare assolutamente irrealistico immaginare il bando di nuove gare per il gioco pubblico così come attualmente previsto, anche per l’impossibilità di mettere a terra i punti di gioco eventualmente assegnati per i distanziometri espulsivi degli enti del territorio. E in vista di un riordino generale del settore – in cui risolvere tutti i problemi del territorio (i.e. distanze ed orari espulsivi) che dovrebbe recuperare l’Intesa della Conferenza Unificata raggiunta nel 2017 ma ancora non attuata – è assolutamente necessario, come già richiesto dal Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un periodo di proroga di 36 mesi delle attuali concessioni, con previsione di oneri di proroga minimi e coerenti con gli affidamenti in corso, con l’effettivo andamento della raccolta degli specifici prodotti, con lo stato emergenziale delle sospensioni di attività in corso al punto da prevedere un periodo di non onerosità della proroga di 18 mesi. È evidente che ci si trovi in un chiarissimo caso eccezionale, come peraltro recentemente riconosciuto dal legislatore ad una specifica verticale distributiva.

7. Inoltre, dovrebbe essere prevista la non debenza (o, in caso di avvenuto versamento, restituzione sotto la forma di credito di imposta o compensazione con altri versamenti dovuti all’erario) dei canoni concessori (ordinari o di proroga) attualmente previsti in proporzione alle mensilità nelle quali non si è potuta esercitare l’attività a causa dei provvedimenti di chiusura imposti per l’emergenza epidemiologica, in linea col principio già introdotto con il decreto-legge 18\2020.

8. Andrebbe poi prevista la riduzione del prelievo erariale sul gioco del Bingo per favorire la crescita del montepremi, quindi il numero di partite a parità di spesa dei giocatori, garantendo in tal modo il mantenimento degli attuali livelli occupazionali delle sale.

9. Ed ancora occorrerebbe prevedere anche per le imprese del comparto del gioco pubblico l’estensione del credito d’imposta sui canoni di locazione ad uso produttivo per tutti i periodi dell’anno 2020 nei quali risulti sospesa l’attività per le limitazioni anti Covid indipendentemente dal volume di ricavi registrato nel periodo d’imposta precedente.

10. Importante sarebbe, infine, la rimodulazione del “prelievo salva sport” sulle scommesse e riordino dei contributi alle discipline sportive derivanti dal gettito erariale delle scommesse, che nei fatti rappresenta l’unica forma di aumento di tassazione inflitto ad un comparto che si sia registrata al mondo in quest’anno di crisi pandemica.

Codici ATECO per interventi di ristoro delle chiusure

Proposta normativa

Nella tabella di cui all’allegato 1 del presente decreto-legge sono inserite le seguenti righe:

– 920001 – Ricevitorie del Lotto, SuperEnalotto, Totocalcio eccetera / 150,00 %

– 920002 – Gestione di apparecchi che consentano vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone / 200,00%

Proroghe versamenti PREU

 

 Sospensione del versamento dei tre acconti PREU del 6° bimestre 2020, da versare il 28 novembre 2020, 13 dicembre 2020 e del 28 dicembre 2020, consentendo di versare l’intero importo del PREU dovuto nel 6° bimestre, integralmente il giorno 22 gennaio 2021, restando invariato il termine per il versamento del canone di concessione.

Interventi in materia di aliquote di prelievo sugli apparecchi da intrattenimento

Ridefinire il prelievo sulle vincite nella misura vigente al 2019, onde non mantenere la più elevata imposizione sulle vincite introdotta all’inizio del 2020, che riduce la liquidità disponibile per i cittadini che abbiano conseguito esiti vincenti.

Rafforzamento delle misure di prevenzione del gioco minorile e della criminalità nelle sale autorizzate ex articolo 88 del TULPS

Per garantire più efficientemente il divieto disposto dall’articolo 24, commi 20, 21 e 22 del decreto-legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 ed in particolare il controllo di ingresso nelle aree indicate all’articolo 7, comma 8, del decreto-legge 13 settembre 2012 n. 158 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, nonché facilitare i controlli di pubblica sicurezza, dal 1° gennaio 2021 l’accesso a dette aree è consentito esclusivamente tramite presentazione di un valido documento di riconoscimento. Al fine di rendere più celeri le procedure di accesso e quelle di controllo sono disciplinate le modalità di controllo dell’ingresso della clientela a dette aree e gli obblighi cui sono tenuti i titolari degli esercizi.

Proroga tecnica degli affidamenti concessori nella rete distributiva dei giochi pubblici

In ragione della straordinarietà ed imprevedibilità dell’emergenza epidemiologica COVID-19 e dell’impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l’equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara, il termine di scadenza previsto per le concessioni in materia di gioco pubblico gestite dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sia fisiche che a distanza, sia già in proroga che in vigenza, è prorogato a titolo oneroso di trentasei mesi a far data dalla scadenza delle singole concessioni e a far data dal 1 gennaio 2021 per quelle già in proroga.

 

Interventi di ristoro per le sale bingo

 

Non debenza dei canoni concessori del gioco del bingo per le mensilità nelle quali non si esercita la raccolta nel periodo di durata dell’emergenza epidemiologica

 

Estensione del credito d’imposta per il 2020 su canoni di locazione ad uso produttivo per esercenti attività d’impresa nel comparto dei giochi in concessione

Interventi in materia di scommesse sportive

I termini di riversamento da parte dei concessionari all’erario ed all’Agenzia dogane e Monopoli di quanto dovuto per l’attività di raccolta delle scommesse sulla rete fisica in scadenza il 30 novembre 2020 sono prorogati al 31 marzo 2021. Le somme dovute sono versate con debenza degli interessi legali calcolati giorno per giorno dalla scadenza originaria a quella prorogata”.