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(Jamma) – E’ stata illustrata ieri a Bologna, alla presenza del Governatore della Regione e del Ministro degli Affari Regionali, la ricerca Nomisma “Young millennials monitor”, lo studio annuale che si propone di tenere sotto controllo la propensione al gioco delle giovani generazioni.

“Cosa ha stabilito la ricerca? I giovani sono attratti dal gioco, sebbene con incidenze numeriche in calo rispetto al passato, e non nutrono per “tutti” i giochi la stessa curiosità di provarli e coltivarli. Alcuni giochi, poi, indipendentemente dalla percentuale con cui si affermano nell’ambito delle preferenze censite, hanno un indice di rischio particolarmente più elevato a carico dei soggetti di età 14-19 che li praticano, per ciò che attiene la probabilità di evoluzione in gioco patologico” scrive in una nota AsTro.

“Un riassunto così “leggibile e chiaro” avrebbe dovuto subito portare all’individuazione della “pratica” di gioco più affermata, e a quella più “pericolosa” per il rischio G.A.P., cercando di abbinare alla “tutela delle giovani generazioni” meccanismi di maggiore attenzione su questi profili.

Nulla di tutto ciò: gli autorevoli esponenti della Politica intervenuti alla presentazione della ricerca, nonostante la “chiarezza dei dati e della rispettiva lettura”, hanno riproposto il solito “disco evergreen” sul gioco, quello che canta la “posizione ufficiale” della Politica al cospetto del gioco lecito ed autorizzato dallo Stato: “toglieremo le slot da bar e tabacchi e condenseremo gli apparecchi nelle sale dedicate”.

Se ci fosse stato un dato – aggiunge AsTro – un barlume di collegamento tematico tra questa posizione e una risultanza scientifica qualsiasi (a vario titolo citata o richiamata, o comunque nota) per introdurre “il solito disco” (nell’ambito di un consesso in cui si rappresentavano “le risposte” che la scienza mette a disposizione di chi ha responsabilità di “governo”), si poteva comprendere la peculiare scelta.

Allorquando – invece – si è avuto modo di ascoltare – per l’ennesima volta-, che non è la slot in bar e tabacchi a interessare ai giovani, e soprattutto che non sono gli attuali luoghi interdetti ai minori a garantire il mancato ingresso dei minorenni nei locali over 18, “la canzone ufficiale” è parsa stonata, ma soprattutto “scollegata” dalla realtà appena descritta dai numeri della ricerca.

Se ad un convegno autorevole, di cui si applaude l’esito dei lavori scientifici, si dimostra di non essere neppure in grado di mettere in dubbio le proprie convinzioni radicate, appena smentite dalla ricerca, significa che Politica e realtà viaggiano su binari paralleli, scollegati, quasi indifferenti. Da ciò deriva la sempre minore rilevanza (non si dice autorevolezza, ma importanza) della ricerca ai fini delle scelte politiche e di Governo, e la autonomia della Politica rispetto a ciò che “accade”, fuori dai rispettivi perimetri” prosegue AsTro.

“Calcare la scena della presentazione della ricerca, evidenziando come tutto “l’impegno istituzionale” sia incentrato all’eliminazione delle slot da bar e tabacchi, non leggendo dalla slide “quale particolare gioco” (diverso dalla slot in bar tabacchi) sia in cima alle preferenze giovanili, e “quale particolare gioco” (diverso dalla slot in bar e tabacchi) sia stato “individuato” come a rischio per il giovani, ha destato sconforto. Se ad una convention sull’alcool si ribadisce la lotta istituzionale “all’aperol”, gli addetti ai lavori allargano le braccia, e i ricercatori apprendono l’uso che del loro lavoro “non” viene fatto.

Questa è la ragione che spinge ancora AS.TRO a interloquire con tutte le Amministrazioni, ad allestire convegni, e a dedicare il proprio profilo social alla diffusione dei dati veri e delle evidenze scientifiche che la gente può agevolmente comprendere. Prima o poi qualcuno si “ri-collegherà” alla realtà” conclude la nota.

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