“C’è grande delusione”. Così Maurizio Marchesini, Vice Presidente per le Filiere e le Medie Imprese ha commentato, in un’intervista al Sole 24 Ore, il nuovo decreto sul caro energia varato dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso.

“E’ davvero modesto sia nei contenuti, sia nell’orizzonte temporale degli interventi previsti. La riduzione di 25 centesimi al litro del prezzo di benzina e gasolio, oltre a essere poco più che simbolica, vale solo per un mese. Di fronte a intere filiere industriali, spesso anche molto lunghe – dalle cartiere alle ceramiche, da alcuni comparti del tessile-moda alle fonderie – che sono sotto pressione o stanno letteralmente chiudendo, ci aspettavamo un provvedimento più incisivo da parte del governo”.

Il Vice Presidente, ha manifestato tutta la preoccupazione dell’industria per l’aggravarsi sempre maggiore degli impatti dei prezzi energetici e delle materie prime e per i preoccupanti segnali di riduzione e sospensione temporanea delle produzioni. “Gli imprenditori – ha affermato Marchesini – stanno incalzando da giorni il Governo affinché metta in campo misure straordinarie e di carattere strutturale per calmierare i prezzi eccessivi, e non giustificati, dell’energia ma, la bozza del decreto, non fornisce risposte soddisfacenti. Al massimo, come con la rateizzazione fino a 24 mesi per i consumi energetici relativi ai mesi di maggio e giugno accompagnata da garanzie pubbliche sui prestiti contratti per fare fronte ai maggiori costi, si sposta tutto solo in avanti nel tempo. Per questi motivi, temiamo che il provvedimento appena varato, oltre a non essere efficace, non sia neanche in grado di far recuperare fiducia agli imprenditori”, ha avvertito.

Secondo Marchesini, poiché le risorse stanziate dal decreto sono modeste, potrebbe essere necessario ricorrere ad uno scostamento di bilancio: ”Suggerisco di non aspettare troppo perché farlo ora significa mantenersi sotto importi contenuti. Tra qualche mese, invece, si parlerà sicuramente di cifre più elevate”. Il Vice Presidente ha inoltre richiamato l’attenzione sull’esigenza di agire in modo rapido attraverso scelte da realizzare sia in sede Ue che a livello nazionale. “Lo stanno già facendo Francia e Germania”, ha detto, chiarendo che “oggi l’energia è calcolata sul costo del gas e, quindi, sta schizzando in alto. L’obiettivo è un’iniziativa concertata a livello comunitario per un comune prezzo regolato del gas, che tuteli industria e occupati da prezzi folli e molto diversi dai reali contratti di approvvigionamento in essere”, ha spiegato Marchesini. “Poi certo, ci sono le iniziative di più lungo respiro, cioè dagli effetti non immediati, come far ripartire temporaneamente le centrali a carbone, aumentare le estrazioni nel mare Adriatico e, in generale, in Italia, modificare radicalmente il mix energetico italiano”, ha osservato.

Si tratta di proposte che il Governo conosce e su cui il Vice Presidente ha rinnovato la disponibilità di Confindustria al confronto perché “la situazione è molto seria. C’è un grido di dolore delle nostre filiere industriali che, se continua a rimanere inascoltato, porterà sempre più chiusure e gravissime ripercussioni sociali”, ha avvertito il Vice Presidente.