“La lotteria degli scontrini è una follia – tuona il presidente della Confesercenti di Como, Claudio Casartelli -, una follia che comporta costi aggiuntivi per adeguare i registratori di cassa per gli esercenti e che soprattutto comporta una grave perdita di tempo all’atto del pagamento, con la concreta prospettiva di creare code che rallentano il lavoro e comportano attese e perdite di tempo per i consumatori. Inoltre, dato che arriviamo da un anno balordo con continue chiusure di bar e ristoranti, non vi poteva essere peggior momento per introdurre una lotteria che comporta costi e perdite di tempo”.

“Sono preoccupato per l’avvio della lotteria degli scontrini nelle aree montane. Non solo per i costi di adeguamento dei registratori telematici che gli esercenti dovranno accolarsi. Ma anche perché senza rete internet adeguata non si potranno trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate. Moltissimi territori italiani, non certo per colpa degli esercenti e dei Comuni, sono sprovvisti di adeguata banda”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, che chiede un urgente tavolo di lavoro con le Associazioni di categoria, i vertici dell’Agenzia delle Entrate e Uncem in rappresentanza degli Enti locali dei territori montani.

“Il registratore telematico deve avere il software aggiornato per poter memorizzare e trasmettere i dati della lotteria al sistema centrale. Può essere dotato di lettore di codice a barre per poter registrare in automatico e senza errori il codice lotteria che verrà mostrato dal cliente. La spesa media per software e lettore è di 300 euro.

Per queste spese di adattamento l’esercente ha diritto a un bonus, sotto forma di credito d’imposta, di 50 euro. Per ogni registratore telematico, lo Stato offre un contributo del 50% della spesa sostenuta, fino a 250 euro in caso di acquisto e 50 in caso di adeguamento. Il bonus per l’acquisto equivale al 50% della spesa e non può superare i 250 euro. Per un registratore di 800 euro, l’esercente dovrà alla fine pagarne 550, per uno di 1.500, ne pagherà 1.250. Chi usa il registratore telematico deve preoccuparsi di avere una connessione internet attiva, almeno al momento della chiusura della cassa poiché dopo questa operazione è il registratore, in automatico, a trasmettere il file con i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Questi costi sono ingenti per un esercente di un piccolo paese alpino o appenninico – aggiunge Marco Bussone -. Riteniamo utile incentivare l’uso di moneta elettronica, ma le sperequazioni territoriali che da sempre denunciamo di certo non aiutano questi passaggi e l’attuazione di queste scelte legislative. Già lo avevamo detto con la fatturazione elettronica, e poi un anno fa per l’annunciata lotteria degli scontrini. Ora si parte e molti non saranno in grado di farlo. Gli esercenti già martoriati dalla crisi economica, cresciuta con la pandemia, nelle aree montane soffrono di più. Per questo stiamo lavorando con i Comuni per i bandi destinati proprio a commercio e imprese artigiane grazie ai 210 milioni per 3100 Comuni delle aree interne e montane italiane previsti nella legge di bilancio 2020. La digitalizzazione dei processi è fondamentale”.

“La Lotteria degli scontrini rischia di creare discriminazioni tra cittadini e penalizzare chi risiede in zone montane, isolate o non servite da una rete internet adeguata”. Lo afferma il Codacons, che condivide il grido d’allarme lanciato oggi dall’Uncem.

“Il problema non riguarda solo gli esercenti ma anche e soprattutto i cittadini – afferma il presidente Carlo Rienzi –. La lotteria degli scontrini deve consentire a tutti gli utenti di partecipare alle medesime condizioni al concorso e vincere i premi in palio, e non è tollerabile che vi siano discriminazioni a livello territoriale”.

“Allo stato attuale una fetta di popolazione rischia di essere tagliata fuori e rimanere esclusa dalla Lotteria, a causa di una inadeguata rete telematica che nelle aree montane o isolate del paese rende difficile la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate – prosegue Rienzi – C’è poi la questione degli esercenti, con un negoziante su 3 che non avrebbe ancora adeguato i registratori di cassa, impedendo così ai propri clienti di partecipare alla lotteria”.

“Il Governo avrebbe dovuto garantire parità di accesso alla Lotteria degli scontrini a tutti gli italiani, ma così non è stato, e ancora una volta Si determinano gravi e ingiuste discriminazioni a danno dei consumatori” conclude il Codacons.

Toscanamedianews.it ha contattato il presidente di Confesercenti Toscana, Nico Gronchi: “Ad oggi abbiamo un 30 per cento di registratori di cassa operativi con molti esercenti propensi a non aderire all’iniziativa. E’ forte il desiderio di non partecipare – ha sottolineato Gronchi a Toscanamedia – per diversi motivi ad iniziare dalle restrizioni in cui operano molte attività. Avevamo chiesto di rimandare ancora ma ci sono stati concessi solo 30 giorni di proroga. In Toscana siamo fortunati perché ci troviamo da giorni in zona gialla ma la situazione può cambiare a fronte di un investimento che invece è richiesto subito al solo esercente. Altro punto dolente sono i costi – ha aggiunto Gronchi – da 50 a 350 euro per i registratori di cassa ed i lettori di codice o lettori aggiuntivi, tutto carico delle imprese che hanno sofferto le chiusure e la pandemia con 7 miliardi di perdite di fatturato solo in Toscana. Infine il tema della obbligatorietà “Non è accettabile costringere gli esercenti ad aderire, è giusto invece che sia ciascuna attività a decidere se partecipare o meno e poi i consumatori decideranno di conseguenza dove effettuare i loro acquisti. Ci siamo poi espressi in maniera nettamente contraria alla segnalazione, dal 31 Marzo i consumatori sono invitati a segnalare all’Agenzia delle Entrate i commercianti che non hanno aderito. Per il momento non sono state stabilite sanzioni per chi non si aggiorna ma potrebbero arrivare e sarebbe un danno ulteriore per le imprese”.

Franco Marinoni, presidente di Confcommercio Toscana ha aggiunto a Toscanamedianews.it: “A livello nazionale Confcommercio si parla di un 50 per cento di adesioni ma in Toscana siamo molto scettici ed abbiamo rilevato ad oggi un 25 per cento di registratori attivi tra i nostri associati”.

“C’è un forte clima di diffidenza nel settore verso l’ennesimo intervento che appare come un tentativo a fronte di una spesa rilevante di centinaia di euro per i commercianti chiamati ad adeguare i registratori ed i pos. Continuiamo a vedere provvedimenti che non risolvono l’emergenza anzi sono le condizioni ideali per provocare un disastro economico. Mance, bonus, premi non fanno parte di un piano organico, stiamo perdendo un’occasione storica. Alla politica anziché lo spettacolo dei veti in Parlamento chiediamo maggiore qualità ed autorevolezza per portare avanti una programmazione organica” ha concluso Marinoni.

Dice Fabio Cadamuro, presidente Fipe Pordenone: “Questo strumento che è un lettore ottico ha un costo medio di 100 euro. Per quanto riguarda gli aggiornamenti, le casse meno recenti avranno bisogno di software nuovo si viaggerà dai 150 ai 250 euro. Non era il momento di avere queste ulteriori spese per noi di un settore allo stremo”.

“Si azzerino le commissioni bancarie” aggiunge il presidente di Ascom-Confcommercio in Friuli, Alberto Marchiori. E per la presidente dell’Ordine dei commercialisti di Pordenone Michela Colin “ancora una volta le politiche condivisibili di lotta all’evasione vengono scaricate sul sistema delle imprese e sugli studi professionali che supportano i clienti in queste nuove modalità sempre più complesse”.

“Molti commercianti si sono attrezzati, molti altri non lo sono ancora ma non per colpa loro – sottolinea il direttore della Confcommercio di Lecco, Alberto Riva – L’Agenzia delle Entrate lo scorso anno ha rilasciato più aggiornamenti del software in uso per la Lotteria degli Scontrini e questo ha costretto anche il commerciante che si era già premunito, a doversi adeguare di nuovo e con costi ancora una volta a suo carico”.

“Nell’attuale situazione difficile per il commercio, dovuta alla pandemia – aggiunge Riva – se non l’annullamento del provvedimento, almeno una proroga sarebbe stata doverosa”.

“Abbiamo ricevuto tante chiamate di nostri soci che dichiarano di non voler aderire all’iniziativa – riferisce Adriano Rapaioli di Anva Confesercenti – In base ai nostri riscontri al momento la percentuale di adeguamento dei registratori non supera il 30% tra gli operatori. Si va poi a creare uno squilibrio concorrenziale con i i piccoli negozi danneggiati rispetto alle catene e alla grande distribuzione, più pronte a partecipare”.

“Non siamo contrari alla lotteria degli scontrini – sottolinea Rapaioli – ma non è questo il momento giusto. Gli esercenti in tutta Italia sono in difficoltà e aggiornare il registratore di cassa è costoso. A volte non è possibile aggiornarlo, quindi va comprato nuovo. Presto inoltre andrà fatto anche l’adeguamento al nuovo formato per la fattura elettronica: altre spese. Insomma, in un momento così delicato sarebbero stati preferibili immediati ristori invece di una lotteria che finirà per mettere in ulteriore difficoltà il commercio”.

“Le adesioni ad oggi sono poche ed è ovvio – conferma il direttore di Confartigianato Massa-Carrara Gabriele Mascardi – Abbiamo già evidenziato che la lotteria degli scontrini può mettere in seria difficoltà gli stessi piccoli imprenditori perché porta nuovi costi e impacci burocratici: tocca infatti agli esercenti dotarsi di registratori telematici in grado di inviare i dati fiscali giornalieri direttamente all’Agenzia delle Entrate. Significa che gli artigiani, i commercianti, le piccole imprese devono sostenere nuovi costi, alcune centinaia di euro per abbinare il codice del cliente allo scontrino che si sta per battere. Un altro balzello a carico di categorie già vessate e oltretutto messe in ginocchio dalla pandemia. Capiamo che l’iniziativa sia nata con i migliori propositi, ma all’atto pratico finisce per tartassare le piccole attività. Sarebbe stato meglio rinviare l’iniziativa ed in ogni caso è necessario che il costo sostenuto per adeguare i registratori di cassa venga trasformato in credito d’imposta. Inoltre nutriamo seri dubbi che una lotteria possa aiutare a combattere l’evasione”.

“La Lotteria degli scontrini rischia di trasformarsi nell’ennesimo flop, e di determinare rincari dei prezzi a cascata a danno degli utenti”. E’ quanto affermato da Consumerismo No Profit, associazione dei consumatori specializzata in tecnologia, che sottolinea come molti esercenti, alla vigilia della parte del nuovo strumento, non siano ancora pronti, e denuncia oggi alcune criticità legate al nuovo sistema per combattere l’evasione. “La lotteria degli scontrini determina costi per gli esercenti, dall’adeguamento del registratore di cassa fino alla gestione del caricamento dei codici dei clienti, costi che rischiano di essere scaricati sui consumatori finali attraverso un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio”, ha sottolineato il presidente Luigi Gabriele. “C’è poi l’annosa questione dell’odio nutrito dai commercianti verso il Pos, a causa delle commissioni interbancarie a loro carico, e che porta molti esercenti a spingere i clienti verso i pagamenti in contanti, anche attraverso sconti proposti ai consumatori all’atto del pagamento nel caso in cui rinuncino a carte e bancomat. Situazione che si aggrava se si considera che, al momento, non sono previste sanzioni per i negozianti che rifiutano di inserire il codice lotteria fornito dal cliente. Una larga fetta di acquisti, poi, è esclusa dalla Lotteria: dalle compere sul web ai ticket restaurant, dai pagamenti misti a quelli con detrazioni o deduzioni fiscali. Esclusi anche gli acquisti eseguiti con bonifico. C’è poi la questione della privacy: i dati raccolti potranno essere usati per profilare la capacità reddituale dei cittadini, ed è importante che il Governo garantisca massima trasparenza su tale aspetto ai consumatori, informandoli adeguatamente circa l’utilizzo delle informazioni raccolte attraverso gli scontrini. Tutte queste criticità, così come accaduto per il bonus vacanze o altri strumenti varati di recente dal Governo, rischiano di trasformare la Lotteria degli scontrini in un clamoroso flop, senza arrecare benefici tangibili alla lotta all’evasione”, conclude Consumerismo No Profit.