“Le aziende che forniscono o aggiornano i registratori stanno cercando di far fronte all’elevata domanda di queste settimane, ma diversi negozianti sono in attesa dell’adeguamento”. Lo ha detto Alberto Zattini, direttore di Confcommercio Forlì, in merito alla lotteria degli scontrini.

“L’iniziativa – ribatte Giancarlo Corzani, direttore di Confesercenti – non è ancora pieno regime. E a dire il vero non se ne capisce l’utilità: se qualcuno pensa di combattere così l’evasione fiscale si sbaglia di grosso”.

“Sono in possesso di un registratore di cassa abilitato – spiega Roberto Vignatelli, presidente di Confcommercio e titolare di un negozio di pelletteria in corso della Repubblica – ma nessuno, nella prima settimana del concorso, mi ha fornito il codice”.

“Il primo motivo della nostra perplessità – continua Zattini – riguarda i costi, mediamente tra i 300 e i 500 euro, a carico dei commercianti per l’aggiornamento. In un momento in cui le aziende del nostro settore fanno i conti con drammatici cali di fatturato non era il caso di aggiungere un’altra voce di spesa. In più, non essendo tutti pronti, si pone anche una questione di competizione tra le attività: potrebbe succedere che qualcuno scelga un negozio anziché un altro perché in grado di garantire la partecipazione alla lotteria degli scontrini”.

Come si legge su ilrestodelcarlino.it resta irrisolto il nodo commissioni bancarie, “ancora troppo alte. Se si intende incentivare il pagamento con moneta elettronica – insistono Zattini e Corzani – bisogna evitare che a rimetterci siano gli esercenti”. Per il direttore di Confesercenti “un altro problema riguarda la rete, non tutti hanno una connessione internet adeguata. Quando si andrà a regime, c’è il concreto rischio di creare code alle casse dei pubblici esercizi proprio mentre si fa di tutto per disincentivare gli affollamenti. Non era proprio il caso – sentenzia Corzani – di far partire l’iniziativa in questo periodo”.