“È raddoppiato il numero di coloro che sono in cura presso i Serd per il gioco d’azzardo. In modo particolare preoccupa la presenza dei giovani e delle donne soprattutto nelle sale gioco Vlt o new slot. Questa è una vera e propria emergenza sanitaria e sociale che rovina le famiglie. Trovo assurdo uno Stato che da un lato fa del gioco cosiddetto ‘legale’ un’entrata di bilancio e dall’altra produce malati che devono poi essere curati dalle ludopatie addirittura aumentate nel tempo dell’emergenza Covid-19”.

È il commento dell’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, sui dati evidenziati dalla Relazione 2019 del Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario del Lazio sulle dipendenze. “Una lettura capziosa, affatto imparziale che omette colpevolmente di inquadrare le statistiche all’interno di un quadro contestuale più ampio. Perché proprio da una comparazione dei dati sul GAP con le altre forme di dipendenza emerge in modo lapalissiano la reale entità del fenomeno. Infatti, secondo la Relazione, nel Lazio sono 841 i soggetti affetti da “disturbo da gioco patologico” contro i 14208 soggetti dipendenti da droghe e 3098 soggetti dipendenti da alcol. Un confronto che evidenzia la maggior diffusione di forme di dipendenza ben più gravi in termini di salute pubblica e con effetti esponenzialmente negativi sul sistema sociale regionale. Mettendo da parte la lettura distorta e fortemente strumentale dell’assessore, è bene analizzare la situazione attenendosi ai dati oggettivi. Anche il commento allarmante sulla crescente incidenza della dipendenza sui giovani e sulle donne non supera la controprova statistica. Infatti, l’età media dei soggetti è di circa 47 anni con gli over 50 che rappresentano il 37 percento dei casi e gli over 60 il 27.4 percento. Per quanto riguarda la divisione per genere, gli uomini costituiscono l’82% percento del totale con un rapporto maschi/femmine di 5:1”. Così in una nota Sapar.

“Presumibilmente, i falsi allarmismi con cui è stato sferrato questo attacco strumentale hanno lo scopo di influenzare sia il dibattito politico sia l’opinione pubblica circa l’introduzione della retroattività del distanziometro nella Regione Lazio. Una misura del tutto inefficace nel contrastare il GAP e che, ovunque sia stata applicata, ha prodotto un’azione sostitutiva dei presidi legali, rappresentati dai centri autorizzati di gioco, con i canali di offerta dei sistemi illeciti. Gli effetti distruttivi prodotti da questa controversa misura ricadranno ancora una volta sui lavoratori del settore del gioco legale” conclude l’associazione.