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(Jamma) – “In primis – osserva la dottoressa Daniela Capitanucci, Socio Fondatore Associazione AND-Azzardo e Nuove Dipendenze, sulla vicenda dei dati del gioco pubblico – , anche io mi chiedo come sia possibile che un sistema che sbandiera ai quattro venti la sua ‘eccellenza’ non riesca a fornire in tempo reale i dati inerenti il business che dichiara di organizzare e gestire in modo così all’avanguardia.
Il reporting e il controllo di gestione attraverso i dati grezzi di attività mi risultano essere i cardini che stanno alla base di ogni comparto economico (in qualsiasi settore industriale): immagino che Fiat Auto abbia precisa contezza del numero di auto vendute non solo a livello globale, ma anche regionale, provinciale, comunale e persino per singolo concessionario.

Mi stupirei se ciò non accadesse anche per il regolatore del comparto del gioco d’azzardo legale. E se così fosse, sarebbe una falla gravissima nel sistema, che lungi dall’annoverarsi tra le eccellenze dovrebbe altresì ammettere di essere rimasto all’età della pietra.
Se invece i dati ci fossero tutti e si trattasse solo di dover ‘fare lavoro amministrativo’ aggiuntivo per estrarli o trasmetterli, ecco qualche considerazione.

È innegabile una certa sciatteria per non averli già prodotti (senza bisogno di nessuna richiesta!) proprio per la valenza determinante della loro conoscenza nel governo del business.

Non è stato fatto a causa delle scarse risorse umane disponibili? È questo ora il ‘problema’ annunciato dai Monopoli? ‘Lo faremo, in ordine di arrivo, come attività residuale, quando c’è il tempo perché è una attività extra e onerosa’?

Ebbene, un po’ di riguardo (e un po’ di rispetto delle norme…).

Per gli Amministratori e per i cittadini, perché i Monopoli sono apparato statale e quindi con doveri precisi cui adempiere (stiamo forse parlando di trasparenza degli atti?).

In più, per analogia, mi sento di affermare che i Monopoli sono una struttura dello Stato almeno quanto lo sono i Servizi Pubblici della salute, i cui operatori (anch’essi rimasti inalterati nel numero, nonostante l’incredibile e innegabile aumento del carico di lavoro che ha comportato l’arrivo della nuova fascia di pazienti con disturbo da gioco d’azzardo, stimato anche in 150 unità/anno – cui si aggiungono i loro familiari – per ciascun servizio che si è attivato in modo organizzato) di certo non hanno potuto e non possono permettersi di rispondere alla gente che chiede aiuto: ‘procederemo con criteri di ragionevolezza e sostenibilità del carico di lavoro fermo restando l’ordine cronologico’.

Gli operatori della salute hanno fatto fronte alle domande tempestivamente, prendendo in carico il bisogno (che dà luogo a percorsi di assistenza impegnativi e anche di una certa durata), perché così deve essere. Punto e basta.

Quindi anche i Monopoli, che hanno il medesimo dovere di risposta sebbene in un altro settore, dovrebbero proprio darsi una mossa (esattamente come hanno DOVUTO darsi una mossa gli operatori della salute!).

Che comincino da subito a rilasciare i dati in modo trasparente. Almeno quelli immediatamente disponibili. Poi, con urgenza e rispettando tempi certi di risposta (peraltro previsti per legge…), provvedano a fornire agli Amministratori tutti gli altri dati richiesti.
A monte, sarebbe stato già possibile e sufficiente prevedere sin dall’inizio delle attività (e parlo del 2003) un rilascio completo e dettagliato online almeno annuale a disposizione di ogni persona, Amministratore, Ente o Istituzione, per la consultazione diretta in autonomia senza scomodare nessun impiegato (fatto salvo coloro che una volta all’anno lo redigono, in modo esauriente e dettagliato)…

Siamo ai tempi del web, dei sistemi informatici e della tecnologia.

Sulla capacità di adempimento al dettato normativo sulla trasparenza degli atti amministrativi e sulla capacità di risposta a queste richieste a questo punto a mio parere dovrebbe essere basata la valutazione di efficienza ed efficacia, non solo degli uffici e dell’operato dei Monopoli, ma anche dell’intero sistema concessorio che da esso dipende.

Al di là degli auto incensamenti e delle parole, ritengo che siano i fatti a rivelare la qualità effettiva di un sistema.

Ogni giorno che passa senza che i dati vengano resi disponibili, saranno punti in meno, perché più scorre il tempo e meno sarà credibile la tesi che davvero esista un sistema pubblico di qualità che sta effettivamente regolando, monitorando e dunque gestendo il comparto del gioco d’azzardo lecito in Italia.

A meno di non voler pensare male: e cioè, che l’occultamento di questi dati non sia il frutto della disorganizzazione ma che sia invece intenzionale. In tal caso, ogni commento sarebbe superfluo.

Scegliete voi l’opzione preferita tra le due.

In ogni caso, ad affossare il sistema temo che non saranno i famigerati movimenti No Slot, bensì esso mi pare che rischierà di collassare proprio a causa di queste modalità suicidarie del sistema stesso, cui stiamo assistendo ormai da troppo tempo. Che ci si assuma almeno la responsabilità del fallimento … smettendola di addossarlo a questo o a quello.

Certo è che in un tale contesto sarebbe davvero un azzardo stipulare qualsiasi accordo tra Regioni e Stato su una materia assai delicata che lo Stato forse ha dimostrato – anche con questa risposta – di non avere capacità di tenere sufficientemente sotto controllo. Quindi, l’invito ai Governatori è a non sottoscrivere nessuna intesa o protocollo, almeno sino a quando tutte le carte non saranno state messe sul tavolo, e si potrà farlo a ragion veduta”.

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