Necessario e urgente rivedere una legislazione che si dimostra pericolosa per la legalità e la tutela dei consumatori con un approccio mirato alla ulteriore qualificazione dell’offerta

EGP FIPE, associazione nazionale di categoria degli esercenti specializzati nei giochi pubblici, è solidale con i lavoratori e gli imprenditori che giovedì 29 aprile manifesteranno presso la Giunta regionale del Lazio e ne supporta le ragioni riassunte dal titolo “Non lasciate il Lazio alle mafie”.

La regolamentazione di questa regione, inizialmente più equilibrata, è stata peggiorata nel 2020 con l’obiettivo non dichiarato, ma esplicito, di impedire il funzionamento dell’offerta regolamentata di gioco.

Numerose iniziative di rappresentanza istituzionale, nonché studi e ricerche indipendenti, hanno provato a dimostrare alla Giunta ed al Consiglio gli enormi rischi per la legalità che comporta il mantenimento delle disposizioni della Legge 5 del 2013, nonché le conseguenze sull’occupazione qualificata nel settore.

Un rischio che, nell’emergenza COVID, vede tutte le imprese che operano nella filiera legale stremate da quasi un anno di assenza di ricavi, ammortizzatori sociali continuati per i lavoratori e costante incertezza per il futuro; rischio che diverrà quindi facilmente realtà nel Lazio senza interventi modificativi della disciplina vigente da qui alla prossima estate.

Il contrasto alle dipendenze patologiche, compresa quella del Disturbo da Gioco, si persegue” afferma Emmanuele Cangianelli, Presidente di EGP-FIPE “con una sempre crescente qualificazione e coscienza della responsabilità sociale dei punti vendita e, anche attraverso questa, una diffusa e puntuale informazione ai consumatori ed all’opinione pubblica e con lo sviluppo presso gli esercizi di nuovi progetti e tecnologie per la prevenzione. Questi dovrebbero essere gli obiettivi delle iniziative legislative regionali nel contesto attuale”.

EGP – FIPE auspica quindi che la manifestazione del 29 aprile costituisca il riavvio di un percorso intelligente e privo di sterili approcci ideologici per la revisione della normativa sui punti vendita di giochi pubblici nel Lazio, ripartendo dal proficuo lavoro che lo Stato e le Regioni, compresa la Regione Lazio, avevano avviato in sede di Conferenza unificata nel 2017.