Questa mattina il primo incontro del coordinamento nazionale dell’ANCI. Occorre una legge nazionale che regolamenti il settore e consenta di combattere il fenomeno della ludopatia salvaguardando l’autonomia dei Sindaci.

In un contesto legislativo che demanda la regolamentazione alle Regioni, che di conseguenza presenta differente trattazione nelle diverse aree del territorio, in assenza di una Legge quadro nazionale a cui anche le Questure possano riferirsi per il rilascio delle autorizzazioni, i Comuni sono lasciati soli a dover gestire il gioco pubblico in Italia.

Il Coordinamento Nazionale ANCI nasce come piattaforma per raccogliere esperienze e attività svolte all’interno delle ANCI regionali, per condividere le buone pratiche degli Enti Locali, collaborare per l’individuazione di regole nazionali che possano riordinare il comparto.

ANCI ribadisce anche in questa materia che, comunque, l’autonomia locale dei Sindaci, primi responsabili della salute pubblica, deve essere salvaguardata e potenziata, nella massima collaborazione con Forze dell’Ordine, Commissione Parlamentare Antimafia e Terzo Settore per condividere misure di contrasto all’illegalità.

Per la Regione Lazio era presente il Domenico Faggiani, Delegato ANCI Lazio e componente dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo.

“A distanza di qualche mese da quando avanzai la proposta, prima all’Anci nazionale e poi all’assemblea delle Anci regionali, siamo finalmente arrivati alla costituzione del tavolo di Coordinamento nazionale Anci sulle problematiche del gioco pubblico. La composizione del coordinamento è ben articolata. Ne fanno parte, ovviamente, sindaci, vicesindaci, assessori, consiglieri comunali. Ma la presenza non è limitata agli amministratori locali; vi sono anche dirigenti e funzionari di Anci e di Federsanità che si occupano di welfare e di attività produttive; esperti di problematiche del gioco ed anche psicologi che si occupano di disturbo (o dipendenza) da gioco d’azzardo” spiega Faggiani.

“Ci sono, dunque, tutte le premesse per fare un buon lavoro. La prima riunione, oltre che per far conoscere fra loro i componenti che provengono da tutte le regioni italiane, è servita anche per affrontare aspetti organizzativi e di funzionamento del tavolo di lavoro. Tutti gli interventi, che hanno fatto seguito alla mia relazione iniziale, hanno confermato la volontà di avviare un lavoro che consenta ai rappresentanti dei comuni di prendere parte, attivamente, al necessario processo di riordino dell’intera materia.

Si inizierà subito a lavorare per mettere a punto tutta una serie di proposte in merito alla legislazione nazionale ed al ruolo dei Comuni.

Un confronto verrà aperto anche con le Regioni, tenendo conto di quanto previsto dalle singole leggi regionali. Le richieste riguarderanno, intanto, un maggiore coinvolgimento dei rappresentanti dei Comuni nella attuazione, e nel monitoraggio, dei piani regionali finanziati con il fondo nazionale sul gioco d’azzardo patologico” conclude il responsabile del Coordinamento Anci .