La responsabilità è in capo alla pubblica Amministrazione per il rilascio di un nulla osta che “certifica” la regolarità degli apparecchi da gioco a vincita, ma questo non comporta necessariamente il riconoscimento del danno al gestore che ha dovuto dismettere le slot in quanto non conformi alle caratteristiche tecniche imposte dalla norma.

La Corte d’Appello di Roma nega il risarcimento e quindi il riconoscimento delle responsabilità per il danno subito in capo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) da una società che opera nella gestione di apparecchi da intrattenimento a vincita e che, nel 2008, ha dovuto dismettere 160 slot in quanto non conformi ai requisiti di legge.

Il Tribunale ha innanzitutto precisato che “l’illecito consistente nell’asserito indebito rilascio di nulla osta per apparecchi risultati irregolari che ha determinato la anticipata dismissione degli stessi, costituisce soltanto il presupposto della pretesa azionata dal privato, non essendo neppure i privati che si assumono danneggiati i destinatari dei nulla osta in questione, rilasciati ai produttori degli apparecchi da essi acquistati”.

Quanto al rilascio del nulla osta, necessario per autorizzare l’installazione e la funzionalità dell’apparecchio “il soggetto legittimato passivo rimane l’Amministrazione che ha rilasciato il certificato”.

Circa i fatti oggetto della causa per la Corte d’Appello manca ciò che la consolidata giurisprudenza ritiene determinante per la configurazione della responsabilità da contatto sociale, ovvero il rapporto che si instaura tra due soggetti in virtù, non di un accordo tra le parti, ma di un obbligo legale, oppure come conseguenza di un altro rapporto contrattuale instauratosi tra soggetti diversi rispetto a quelli del contatto sociale.

In altre parole, è una forma di responsabilità contrattuale che non nasce però da un contratto, ma da un altro rapporto giuridico. Come correttamente affermato dal Tribunale di primo grado, in tale fattispecie non viene a crearsi, per effetto dell’inserimento della società incaricata della raccolta delle giocate nella filiera del gioco, un rapporto giuridico con ADM tale da far sorgere in capo a quest’ultima dei cd. doveri di protezione.

Quanto alle anomalie riscontrate sugli apparecchi in questione non è stato provato che queste fossero da riferirsi ai modelli prototipi. Dove è stato possibile eseguire il riscontro sul modello prototipale, in alcuni casi – rileva il Giudice – questo ha dato esito sfavorevole (non si è, dunque, rilevata la stessa anomalia del congegno del concessionario). Ciò dimostra che l’accertamento dell’anomalia sul congegno del concessionario non può considerarsi sufficiente ad affermare l’illegittimità del nulla osta, quale che sia la ragione che abbia impedito il riscontro sul modello prototipale. m.c.

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