Gli Uffici delle Ragionerie territoriali dello Stato sono competenti per il procedimento
sanzionatorio per l’inosservanza del provvedimento di sospensione dell’esercizio dell’attività dei distributori e degli esercenti di attività di gioco in riferimento agli obblighi di segnalazione antiriclaggio.

Si tratta di uno dei profili sottolineati dal Ministero dell’economia e delle finanze nella recente «Circolare recante istruzioni operative relative al procedimento sanzionatorio di cui all’art. 65 dlgs. 21 novembre 2007, n. 23, per come modificato dall’art. 5 d.lgs. 25 maggio 2017, n. 90, recante disposizioni per il recepimento della direttiva (UE) 2015/849 (cd. IV direttiva antiriciclaggio)», prot. 56499.

Agli Uffici delle Ragionerie territoriali dello Stato compete altresì il procedimento sanzionatorio per le violazioni degli obblighi, di recente introduzione, a carico dei distributori e degli esercenti nel comparto gioco (definiti dall’art.1, comma 3, lettere f) e g)), di cui all’articolo 53, commi 5, 6, 7, 8, come si evince dalla lettura combinata dell’articolo 65, comma 4 e dell’articolo 64.

La circolare precisa anche che “la verifica circa la rilevanza e l’evidenza dei motivi del sospetto presuppone anzitutto una ricognizione dei comportamenti anomali e degli indici di anomalia riscontrabili nella fattispecie oggetto di contestazione, nel cui ambito assumono particolare rilevanza circostanze quali:
• la presenza di indici tipizzati da provvedimenti di rango legislativo (v. l’uso del contante ex art. 35 del novellato decreto legislativo n. 231 del 2007);
• il numero complessivo di comportamenti/indici tipizzati riscontrato;
• tra essi, il numero di quelli afferenti allo specifico ambito di attività nel cui contesto è stata compiuta l’operazione contestata (ad es.: leasing, trust, giochi e scommesse, “scudo fiscale” etc.);
• la compresenza di comportamenti anomali e/o indici di anomalia afferenti sia al profilo soggettivo del cliente che a quello oggettivo dell’operazione;
• il grado di sussumibilità dei fatti e dei comportamenti riscontrati nei corrispondenti indici tipizzati, da intendersi come livello di rispondenza del fatto concreto alla fattispecie astratta descritta dall’indice individuato.

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