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CASINO’ – “Mettiamola così, o riapre il casinò o entro tre mesi diventiamo un paese fantasma”. E’ quanto ha detto Rosi Bianchi, croupier e sindacalista Cgil, in merito al fallimento del casinò di Campione d’Italia e il dissesto del Comune. Il casinò è fallito, travolto da 132 milioni di franchi svizzeri di debiti dei quali 42 con il Comune, riporta La Stampa.

Aveva 487 dipendenti, mentre 102 il Comune. I lavoratori del casinò erano in solidarietà già dal 2012, con stipendi ridotti del 25%. A Campione si sentono abbandonati, dimenticati dal Governo e dai politici locali. “Siamo tutti sospesi – ha aggiunto Bianchi -, quindi per la legge italiana non abbiamo il sussidio di disoccupazione. Però chi di noi è residente in Svizzera e iscritto all’Aire ha diritto a quello svizzero. Quanto ai pensionati, la pensione italiana è troppo bassa per vivere qui. Il Comune la integrava, adesso ha smesso di farlo”.

“Vedo Di Maio continuamente in giro per fabbriche a rischio chiusura. Beh, qui ci sono quasi 500 persone in mezzo alla strada, in presidio da cinquanta giorni. Non è che le mie figlie abbiano meno diritti di altre perché la loro madre lavora in una casa da gioco. Ministro, venga qui, datevi da fare”, ha concluso Rosi Bianchi. La casa da gioco era fonte di sostentamento per il paese, ha spiegato il sindaco, Roberto Salmoiraghi: “Non è un’azienda, ma l’azienda. L’unica che abbiamo. Il Casinò deve riaprire, non so come, non so quando, ma deve”.

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