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Pubblici esercizi del Veneto si scagliano contro l’addizionale Irap decisa dalla Regione a carico di bar, tabaccherie e locali che ospitano le slot.

“Come al solito sul problema della ludopatia si cerca di trovare un capro espiatorio. I Monopoli di Stato dovrebbero loro per primi smettere di vendere i giochi”, afferma il direttore dell’Associazione esercenti pubblici esercizi di Venezia (AEPE), Ernesto Pancin, come riporta il Gazzettino.

Per Maria Bonaldo, presidente provinciale di Venezia della Fit, la Federazione dei tabaccai, “stiamo ancora aspettando il regolamento nazionale annunciato a suo tempo. Stiamo parlando di giochi legali, autorizzati dallo Stato, quindi le regole devono essere uguali per tutti, non possono essere a macchia di leopardo”.

La Regione ha infatti deciso di introdurre una serie di paletti per contrastare il gioco d’azzardo. Oltre alla maggiorazione dell’Irap dello 0,92% a carico dei locali che ospitano gioco, il disegno di legge varato dalla giunta del governatore Luca Zaia prevede distanze minime dai luoghi di aggregazione sociale tra i 300 metri (per i comuni più piccoli) e i 500 metri (per quelli con oltre 5mila abitanti), oltre allo stop alle aperture ininterrotte delle sale gioco, niente pubblicità sulle vincite, obbligo di vetrine trasparenti per sale giochi ed agenzie di scommesse.

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