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(Jamma) Il Tar Lombardia ha respinto i ricorsi contro il regolamento del Comune di Arosio e quello del Comune di Lurago d’Erba che disciplinano gli orari di esercizio delle sale giochi autorizzate ai sensi dell’art. 86 del T.U.L.P.S. e gli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro di cui all’art. 110, comma 6, del T.U.L.P.S.

Per i giudici “il provvedimento impugnato, lungi dal contenere affermazioni meramente apodittiche (T.A.R. Molise, Sez. I, n. 156/2017), o generici studi sulle dipendenze patologiche da gioco (T.A.R. Toscana, Sez. II, 18.11.2011 n. 1784, 26.10.2015 n. 1415, n. 403/2017), evidenzia al contrario l’entità del fenomeno della ludopatia nel territorio del Comune resistente (T.A.R. Lazio, Latina, Sez. I, 616/2015), essendo basato su un report di analisi della “diffusione degli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito nei 25 Comuni degli ambiti territoriali Lomazzo-Fino Mornasco e Mariano Comense, la percezione del problema nei gestori e giocatori”, e sulle proiezioni elaborate dal Dipartimento Dipendenze di Como, che evidenzia, in particolare, come nell’ambito territoriale di riferimento vi siano 1.300/4.015 giocatori problematici, e 500/2.300 giocatori patologici”.

Quanto al “periculum, che debba attribuirsi preponderanza agli interessi pubblici posti a fondamento dal provvedimento impugnato, rispetto al danno prettamente economico, e pertanto risarcibile per equivalente, paventato dall’operatore, che può comunque esercitare la propria attività per otto ore al giorno”.

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