Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di una sala giochi contro la pronuncia del TAR che ha confermato la chiusura di una sala giochi per il mancato rispetto delle distanze minime da un istituto scolastico.

“Considerato che ad una cognizione sommaria propria di questa fase cautelare il criterio di misurazione della distanza dalla parrocchia proposto dalla società appellante non si addice all’obiettivo di scoraggiare la propensione al gioco perseguito attraverso la disciplina normativa ed amministrativa di settore; e che non appare irragionevole considerare l’accesso secondario dell’istituto scolastico”.