La piazza di Bologna ha accolto il M5S senza troppa convizione. A piazza Galvani i sostenitori dei Cinque Stelle erano si e no 200.

Bei tempi quelli in cui a Bologna i Grillini venivano accoti da una folla di sostenitori. Ieri a Piazza Galvani gli interessati a conoscere i programmi del candidato governatore Simone Benini erano meno di quanto si sperasse.

Il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa ha perfino cercato di incitare i presenti (“Su, un po’ di carica”) proprio mentre uno dei candidati alle regionali Giacomo Palumbo attaccava “i giornalisti servi del potere”; più tardi lo stesso Di Maio parlerà di “giornali che mettono zizzania”.

Sarà per questo che ieri a qualcuno è toccato dire che i presenti potevano sembrare pochi, “ma in realtà rappresentano un esercito di eroi considerando tutto quello che ha subito il M5s”.

Il deputato Carlo de Girolamo ha  commentato ” il MoVimento 5 Stelle c’è e ci sarà. Se ne faccia una ragione chi vuole opporsi al cambiamento nella nostra Regione.Perché “il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello”.

Il candidato Benini ha aperto il suo intervento puntando sulla necessità di non indietreggiare sulle norme per contrastare il gioco d’azzardo, sul “macello” dei trasporti pubblici e i rifiuti e le proposte per la sanità.

Il tema delle norme regionali in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico, il cui effetto diretto è la chiusura di centinaia di punti di gioco legale e regolamentato, è diventato in poco tempo uno dei punti cardine della campagna elettorale di Simone Benini, tanto da essere stato scelto come argomento di apertura del comizio. Pagherà?