L’apertura di sale giochi con apparecchiature di vario genere, tra cui pc o console ad uso domestico, sono regolari? Se lo chiede un imprenditore dell’amusement che ha firmato un esposto all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla confusa situazione in merito a questa tipologia di offerta.

Allertare l’Agenzia delle Dogane e Monopoli su “accadimenti che si inseriscono nell’ambito della normativa che disciplina i titoli autorizzatori e le tipologie dei punti di offerta presso i quali è consentita l’installazione degli apparecchi senza vincita in denaro, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonché venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale rilevanza di specifici fatti dedotti”. Questo lo scopo dell’esposto – rivolto al regolatore – firmato da Sergio Milesi, amministratore delegato di una società che opera nel comparto dell’amusement, la LED srl.

In diversi paesi/città del territorio nazionale abbiamo notato l’avvio di attività aperte al pubblico denominate dai loro promotori: ‘Parchi intrattenimenti digitali’ – ‘Sale Lan’ – ‘Esposts Bar’. Dalle informazioni in nostro possesso – si legge nell’esposto -, in tali locali aperti al pubblico sono a disposizione della clientela postazioni pc con giochi precaricati e con la possibilità di collegarsi on line e giocare su diverse piattaforme di gioco, postazioni di console Playstation o Xbox con giochi precaricati o con la possibilità di accedere alle piattaforme on line dei produttori di console per giocare ad altri giochi, simulatori di guida e simulatori di realtà virtuale con giochi preinstallati. In tutti i pc, console, simulatori sono installati e in uso alla clientela giochi che sono normalmente destinati al mercato di ‘home video’”.

Apparecchi da gioco messi a disposizione senza titoli autorizzatori

A tale proposito l’operatore evidenzia che un provvedimento direttoriale del 1° giugno 2021 “disciplina, tra l’altro, i titoli autorizzatori e le tipologie dei punti di offerta presso i quali è consentita l’installazione degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro, nonché i parametri numerici e i criteri di installazione. Tale determinazione disciplina le caratteristiche tecniche di ogni apparecchio, quali ad esempio caratteristiche tecniche, software installato, tipologia del gioco, collegamenti alla rete internet”.

Riteniamo che la presenza di attrezzature come quelle sopra menzionate in locali aperti al pubblico e con il pagamento da parte dei clienti di un costo per l’utilizzo di tali attrezzature, siano un’elusione delle normative vigenti”, osserva l’imprenditore.

Il settore delle sale giochi – visto anche l’articolo 22, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modifiche e integrazioni, che sottopone la produzione, l’importazione e la gestione degli apparecchi da divertimento ed intrattenimento idonei per il gioco lecito a regime di autorizzazione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sulla base di regole tecniche definite d’intesa con il Ministero dell’Interno -, è sottoposto a normative stringenti per evitare che apparecchi installati in locali pubblici possano essere utilizzati per l’esercizio illegale di gioco d’azzardo mentre, nei locali sopramenzionati, risultano installati dei semplici pc e console collegati online, dove anche utilizzatori minorenni possono utilizzare tali attrezzature senza nessun controllo e regolamentazione“.

Irregolarità e concorrenza

Non comprendiamo come giochi che solitamente sono in commercio per ‘l’home entertainment’ siano messi a disposizione in locali aperti al pubblico a pagamento agli utenti, mascherando il costo di tale servizio nel puro noleggio dell’attrezzatura e non nell’uso del gioco. Riteniamo che queste tipologie di attività svolte abbiano degli aspetti legali che la vostra amministrazione debba verificare, onde evitare che tali attività siano utilizzate per aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito“.

L’operatore conclude sottolineando come, a suo avviso, tali attività “rappresentino concorrenza sleale rispetto all’attività svolta dalla sottoscritta Società che è tenuta a conformarsi in modo zelante e pedissequo alla normativa applicabile. Ci riserviamo di segnalare tale situazione anche all’Autorità Italiana della Concorrenza e del Mercato”.